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  • venerdì 8 Luglio 2011

La festa di San Firmino

Foto e storia della festa di Pamplona, iniziata due giorni fa: tutto tranne i tori

Il 6 luglio di ogni anno migliaia di persone si riuniscono nella piazza del Municipio di Pamplona, in Spagna. A un certo punto il sindaco si affaccia dal balcone del Comune e a mezzogiorno in punto la persona designata grida l’annuncio «Pamploneses. Viva San Fermín, Gora San Fermín!» e accende la miccia del Chupinazo, che in lingua basca significa razzo: da quel momento inizia la festa di San Fermín. La folla in piazza inizia a sventolare i tradizionali foulard rossi, stappa migliaia di bottiglie di spumante, e si dà ai festeggiamenti che continueranno fino al 14 luglio.

La festa di San Fermín è stata organizzata per la prima volta nel 1591, quando in occasione delle celebrazioni del santo venne organizzata una grande fiera, corride e festeggiamenti per due giorni. Nel tempo l’evento si è arricchito di nuovi elementi: musicisti e danzatori ambulanti, saltimbanchi, corse di tori, corride e, dall’Ottocento le sfilate dei giganti, 25 figure di cartapesta alte fino a quattro metri che rappresentano re, regine e consiglieri comunali.

Ora i Sanfermines, che sono stati resi famosi da Ernest Hemingway nel romanzo Fiesta, sono conosciuti soprattutto per l’encierro: ogni mattina alle otto migliaia di persone corrono davanti ai tori in un percorso di circa 800 metri, che termina ai recinti dell’arena. L’evento è piuttosto pericoloso e ogni anno qualche persona viene ferita o travolta dai tori in corsa. Non si tratta comunque dell’unica cosa da fare durante la festa: ogni sera vengono allestiti fuochi d’artificio, lungo le strade ci sono continuamente spettacoli musicali, danze, rappresentazioni teatrali, concerti, e ogni mattina c’è la sfilata dei giganti che incuriosisce soprattutto i bambini. C’è anche una fiera di bestiame, mentre il 7 luglio sfila la processione religiosa con la statua del santo.

Tutto finisce il 14 luglio quando a mezzanotte le persone si riuniscono nuovamente nella piazza del Municipio reggendo delle candele accese. Il sindaco si affaccia dal balcone del Comune, annuncia che la festa è finita e invita tutti a partecipare a quella dell’anno successivo. La folla intanto inizia a intonare una canzone che dice «Pobre de mí, pobre de mí, que se han acabado las fiestas de San Fermín» (Povero me, povero me, la festa di San Fermín è finita).