• Internet
  • Questo articolo ha più di undici anni

In Cina arriva internet libera

Ma solo in un angolino di Cina, e potrà essere usata solamente dalle società straniere

Il governo cinese sta costruendo una zona franca per consentire alle società che si occupano di tecnologia di avere libero accesso a Internet, senza le numerose censure cui sono sottoposti i cittadini cinesi. Questa soluzione consentirà di creare il primo centro cinese per le tecnologie cloud, quelle che consentono di conservare i propri dati e documenti su server indipendenti e di potervi accedere da computer e smartphone, evitando che il paese resti tagliato fuori da una delle più importanti evoluzioni della Rete. La zona, spiegano sul giornale cinese Nánfang Zhoumò, sarà costruita nella città di Liangjjang, a sud-ovest nei pressi di Chongqing, la provincia più popolosa della Cina con oltre 32 milioni di abitanti.

La messa a punto della nuova area, che si estende per circa dieci chilometri quadrati, si stima costerà circa 108 milioni di euro e sarà completamente scollegata dai sistemi della censura cinese online. La prima fase di costruzione terminerà tra tre anni e, stando a quanto riporta The Next Web, l’area potrà essere utilizzata esclusivamente dagli stranieri che sono attivi con le loro iniziative commerciali in Cina, mentre i cittadini e gli imprenditori cinesi non potranno accedere al sistema. La stessa possibilità di entrare nella zona franca sarà probabilmente vietata ai cittadini cinesi e ci saranno numerosi posti di blocco e di controllo prima di poter entrare nell’area con connessione libera.

Per poter operare nella zona, le aziende straniere devono ottenere un permesso dalle autorità cinesi. Pacific Telecommunications, una delle più grandi società di telecomunicazioni della zona Asia-Pacifico, ha investito nell’area 16 milioni di euro per la costruzione di due edifici che ospiteranno 30mila server, offrendo servizi cloud e altre soluzioni al di fuori della Cina. Altre società hanno già annunciato di essere interessate ad acquistare spazi per costruire le loro infrastrutture per le telecomunicazioni, attratte dai costi più bassi.