• Cultura
  • mercoledì 15 Giugno 2011

È cominciato il Royal Ascot

Le foto di uno degli eventi ippici più famosi al mondo e le complicate istruzioni per l'abbigliamento del suo pubblico

di Chiara Lino

È iniziato ieri il Royal Ascot, uno degli eventi ippici più famosi al mondo, noto più per essere un tradizionale appuntamento dell’aristocrazia britannica – con conseguente affollamento di cappelli e cappellini – che per i cavalli e la competizione sportiva. Era l’agosto del 1711 quando la regina Anna decise di far organizzare la prima corsa all’Ascot Racecourse, poco distante dal castello di Windsor, e trecento anni dopo continua a essere una delle occasioni sociali più rilevanti per l’aristocrazia britannica (fu ripreso come esempio di occasione mondana per eccellenza in una celebre scena di My Fair Lady).

Ogni anno, sempre la terza settimana di giugno, si tengono cinque giorni di corse, sulle quali è possibile scommettere. Le tribune sono tre, con diversi livelli di accesso e di declinazione del dress code, che è specificato con dovizia di particolari preventivamente all’acquisto dei biglietti.

Per accedere alla Royal Enclosure non c’è biglietto che tenga: ci vuole l’invito (la sponsorship, una sorta di raccomandazione) da parte di qualcuno che abbia già avuto accesso ai prestigiosi posti e li abbia occupati per almeno quattro anni (non obbligatoriamente consecutivi). È dove siedono anche la Regina e i membri della famiglia reale, quindi la compagnia di qualità è assicurata, così come lo sguardo critico sui reciproci abbigliamenti. È ritenuto «accettabile» solo un vestito formale da giorno, che comprende un cappello o almeno il cosiddetto «fascinator», l’oggetto misterioso di cui abbiamo scoperto l’esistenza durante il matrimonio reale, elegantemente appuntato sulle teste delle signore. Non sono accettati: vestiti che lasciano le spalle o la schiena scoperte, anche con collo all’americana o con spalline sottili (le spalline devono essere larghe almeno un pollice); minigonne o gonne a vita bassa; pantaloni corti o al polpaccio; abiti che abbiano giacca e pantaloni di colori e/o materiali diversi. Gli uomini devono indossare un abito da giorno di colore grigio o nero, con cappello a cilindro (il dress code istruisce anche su quando questo possa essere tolto e quando no). Le bambine e ragazzine tra i dieci e i sedici anni devono indossare un vestito «modesto», mentre i maschi della stessa età un abito e la cravatta. L’altezza dei copricapi viene misurata all’ingresso: ogni persona in piedi, con il cappello o fascinator addosso, non deve superare i due metri e mezzo.

Il Grandstand Admission è per gli ospiti paganti, meno rigido della Royal Enclosure ma anch’esso con le sue regole: il consiglio per le signore è di vestirsi in modo genericamente appropriato, cappellino non obbligatorio (ma molto popolare); gli uomini devono «preferibilmente» indossare un completo, ma è accettata anche solo la camicia. Assolutamente proibito ogni tipo di abbigliamento sportivo.

Il Silver Ring viene presentato subito come l’area meno formale: l’unica regola ferrea è che non si può stare a petto nudo.