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  • mercoledì 8 Giugno 2011

Una prima buona cosa

La decisione di proteggere una manifestazione israeliana a Milano fa già onore al sindaco

Giuliano Pisapia ha inaugurato la sua lunga e difficile stagione delle scelte come sindaco di Milano con un buon risultato. Ieri dopo una riunione con il prefetto si è deciso che una grande manifestazione-esposizione dedicata a Israele si terrà in piazza del Duomo malgrado le aggressive minacce di contestazioni da parte di gruppi di critici di Israele vicini alla sinistra “antagonista”. Prima dell’annuncio, sembrava che la manifestazione sarebbe stata spostata nella zona del Castello Sforzesco, che le autorità di sicurezza ritenevano più sicura e facile da proteggere.

Sarebbe stata una pessima cosa, una sconfitta e una sanzione di un’incapacità di far avvenire in una città pacifica e sicura come Milano una pubblica manifestazione, in pieno centro, dedicata a uno stato democratico e amico. E sarebbe sembrata, per il nuovo sindaco, una sottrazione a una responsabilità delegata alla polizia e a eventuali decisioni del governo da Roma, l’altroieri chiamato in causa.

Invece sindaco e prefetto hanno convenuto che la manifestazione si farà nella sua sede prescelta, dove sarebbe stato molto spiacevole far seguire ai felici festeggiamenti di due settimane fa una ritirata di fronte a minacce e intimidazioni: protestare contro le scelte dei governi israeliani si può e spesso è giusto, mettere in discussione l’esistenza di Israele minacciandone le sue iniziative come stato democratico no, e le piazze non si negano alle manifestazioni pacifiche. Se è vero che Israele non è uno stato che funzioni in condizioni normali, paragonabili a quelle di altre democrazie, è anche vero che la sua auspicata normalità passa per tutti i luoghi in cui è possibile costruirla e difenderla.

 

Nei giorni della manifestazione passeranno per la piazza del Duomo di Milano ospiti come lo scrittore David Grossman o la cantante Noa. Non c’è bisogno di riattivare la discussione sul Medio Oriente e il destino della Palestina – fertile ma da tempo bisognosa di azioni più che di opinioni – per capire che quella annunciata ieri da Giuliano Pisapia è stata una scelta giusta, come lo sarà ogni decisione che consenta alla Palestina e a chi l’ha cara di difendere il suo diritto a uno stato pacifico. Ieri sera stavamo per scrivere delle nostre perplessità su quella che pareva una scelta diversa, siamo contenti di esserne stati impediti.

(foto Gian Mattia D’Alberto – LaPresse)