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  • martedì 7 giugno 2011

I cinque referendum di Milano

Il 12 e il 13 giugno i milanesi riceveranno in tutto nove schede, non quattro

Il 12 e il 13 giugno gli italiani saranno chiamati a esprimersi su quattro quesiti referendari. I residenti di Milano, una volta al seggio, si vedranno però consegnare nove schede: ai quattro referendum nazionali, infatti, si aggiungono cinque referendum cittadini consultivi d’indirizzo.

Che cosa sono i referendum cittadini consultivi d’indirizzo
L’esistenza di questo tipo di referendum si deve allo Statuto del comune di Milano e al suo Regolamento per l’attuazione dei Diritti di Partecipazione Popolare. Tutti i comuni hanno simili norme, grazie al Testo unico sugli Enti locali approvato nel 2000. A Milano i referendum consultivi devono essere chiesti dall’1,5 dei cittadini iscritti nelle liste elettorali o da un quarto dei consigli di zona, e devono avere come oggetto gli orientamenti o le scelte di competenza del comune.

Le regole del gioco
Si vota, come nel resto d’Italia, dalle 8 alle 22 di domenica e dalle 7 alle 15 di lunedì. Il risultato del referendum è valido se prende parte al voto almeno il 30 per cento degli aventi diritto. Se il voto sarà valido, entro 60 giorni il Consiglio comunale e la Giunta dovranno riunirsi per pronunciarsi a proposito del contenuto dei quesiti: accogliendoli in modo totale o parziale, e motivando la loro scelta. Durante la campagna elettorale Giuliano Pisapia aveva detto di essere a favore di tutti e cinque i quesiti.

I promotori
I referendum sono promossi dal comitato “Milano si muove”, guidato da Edoardo Croci (ex assessore alla Mobilità, Trasporti e Ambiente della Giunta Moratti che ha abbandonato nel 2009), Marco Cappato (radicale, ex eurodeputato), Enrico Fedrighini (già consigliere comunale e provinciale di Milano per i Verdi). I promotori hanno raccolto oltre 25.000 firme.

Referendum 1 – scheda MARRONE
(riduzione del traffico e dello smog, potenziamento dei mezzi pubblici, estensione dell’Ecopass, pedonalizzazione del centro)

Il primo quesito, allo scopo di potenziare il trasporto pubblico e la mobilità alternativa all’auto, ridurre il traffico e lo smog, propone i seguenti interventi.

a. il raddoppio entro il 2012 dell’estensione delle aree pedonali, sia in centro che in periferia, comprendendo per lotti l’intera area della Cerchia dei Navigli a partire dal “Quadrilatero della moda”;
b. il raddoppio entro il 2012 delle aree a traffico moderato (zone a 30 Km/h) e la realizzazione di interventi per la sicurezza stradale dei quartieri residenziali;
c. la realizzazione entro il 2015 di una rete di piste ed itinerari ciclabili integrati e sicuri di almeno 300 km ed il raddoppio entro il 2012 degli stalli di sosta per le biciclette;
d. la protezione e “preferenziazione” di tutte le linee di trasporto pubblico entro il 2015, in modo da aumentarne velocità e regolarità;
e. l’introduzione in tutta la città, a partire dalle aree periferiche, di un servizio diffuso diurno e notturno di “bus di quartiere” in collegamento con le principali fermate del trasporto pubblico, senza costi aggiuntivi rispetto al titolo di viaggio;
f. l’estensione sull’intero territorio cittadino del servizio di bike sharing, raggiungendo 10.000 bici entro il 2012 e del servizio di car sharing raggiungendo 1.000 auto elettriche entro il 2012;
g. il prolungamento dell’orario di servizio delle linee metropolitane fino alle ore 1.30 tutte le notti;
h. il potenziamento del servizio taxi mediante il ripristino del secondo turno che garantisca fino a 8 ore aggiuntive di servizio (“seconda guida”);
i. il ripristino del divieto di circolazione e carico e scarico merci nella Cerchia dei Bastioni nelle fasce orarie di picco del traffico mattutine e pomeridiane e la promozione di un sistema di trasporto condiviso con veicoli elettrici;
j. l’estensione della regolamentazione della sosta in tutta l’area compresa all’interno della “cerchia filoviaria” e nelle aree circostanti gli assi delle metropolitane, con esclusione del pagamento dei soli residenti e per i veicoli ad emissioni zero;
k. incentivi a sostegno del trasporto pubblico”

Della proposta fa parte anche l’allargamento progressivo fino alla “cerchia ferroviaria” del sistema di accesso a pagamento, che varrebbe per tutte le automobili e quindi diventerebbe una congestion charge, come quella di Londra, piuttosto che una pollution charge, come è oggi l’Ecopass a Milano. Secondo il comitato promotore questi interventi hanno un costo di 60 milioni di euro all’anno, coperti mediante “l’incremento delle entrate da accesso, con una tariffa giornaliera di 5 euro per i veicoli per trasporto persone (prevedendo agevolazioni per i residenti) e di 10 euro per i veicoli per trasporto merci, e della sosta, da inserire con apposita variazione di bilancio o comunque nel primo bilancio utile”.

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