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  • martedì 17 Maggio 2011

Come sono andati i mondiali di hockey su ghiaccio

Ha vinto la Finlandia. La Russia era la favorita ed è arrivata quarta.

di Paolo Pantaleo

Dovevano essere i mondiali di hockey su ghiaccio degli europei dell’est, quelli giocati quest’anno a Bratislava: con Russia, Repubblica Ceca e Slovacchia (padrona di casa) che sembravano doversi contendere le medaglie. È stato invece un torneo tutto scandinavo, con la Finlandia che ha battuto in finale la Svezia 6-1, mentre Repubblica Ceca e Russia si sono dovute accontentare della finale per il terzo posto. Ancora peggio è andata alla Slovacchia, che in questi attesissimi mondiali casalinghi ha ottenuto uno dei peggiori piazzamenti della sua storia, non riuscendo a qualificarsi per i quarti di finale, nonostante i molti campioni del torneo nordamericano NHL accorsi in aiuto (Hossa e Gaborik su tutti).

La finale scandinava, che ha messo di fronte le due nazioni che ospiteranno insieme i prossimi mondiali, si è decisa tutta nel terzo tempo, quando sull’1-1 i finlandesi hanno segnato in quattro minuti tre reti che hanno deciso la gara. Il portiere svedese Viktor Fasth, migliore del mondiale, nei venti minuti finali ha preso cinque reti, rovinandosi una percentuale tiri/reti realizzate fin a quel momento impressionante (nella finale con la Finlandia ha preso in tutto sei reti, tante quante in tutto il resto del mondiale).

La Repubblica Ceca, campione uscente non è riuscita a difendere il titolo ma ha poco da rimproverarsi. Ha vinto tutte le gare del mondiale, scivolando solo in semifinale contro la Svezia. Il bronzo ottenuto battendo la Russia 7-4 è comunque per i cechi una parziale consolazione per un mondiale molto positivo. A trentanove anni Jaromir Jagr ha dimostrato ancora una grande condizione, aggiudicandosi il premio come miglior attaccante del torneo.

Meno soddisfatta è la Russia, partita come favorita principale, e che nel corso del mondiale ha potuto contare anche sull’apporto del campione NHL Alexandr Ovechkin (quello della maglietta del cameraman di Obama, per chi se ne ricorda), che eliminato nei playoff coi suoi Washington Capitals, è volato a Bratislava per aiutare la sua nazionale, ma con scarso successo. Questo conferma l’impressione che in un mondiale più che i giocatori NHL arrivati in fretta e furia dai playoff americani, conti il collettivo e l’omogeneità di squadre che preparano per tempo e con cura il mondiale.

Non è andata benissimo alle americane, Stati Uniti e Canada, arrivate in Slovacchia con due squadre giovani, uscite nei quarti contro Repubblica Ceca e Russia. Mondiale positivo anche per Francia, Danimarca e Norvegia che hanno evitato il girone per non retrocedere, mentre la Germania, nonostante un fantastico inizio di mondiale con le vittorie su Russia e Slovacchia, non è riuscita ad andare oltre i quarti di finale.

Nel Relegation Round, per decidere le retrocessioni in I divisione, Lettonia e Bielorussia si sono salvate, e sono retrocesse Slovenia e Austria. Il prossimo anno, nei mondiali che si svolgeranno in Svezia e Finlandia, giocherà anche l’Italia, che ha ottenuto la promozione in massima serie vincendo il suo girone di I Divisione in Ungheria.

Questa l’All Star del mondiale votata dai giornalisti:
Portiere: Viktor Fasth (SWE)
Difensori: David Petrasek (SWE), Marek Zidlicky (CZE)
Attaccanti: Patrik Berglund (SWE), Jarkko Immonen (FIN), Jaromir Jagr (CZE)
Miglior realizzatore del torneo: Jarkko Immonen (FIN) 9 reti e 3 assist
Miglior portiere: Petri Vehanen (FIN) 8 reti subite su 175 tiri (95,43%)