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  • martedì 10 Maggio 2011

Lo scandalo sessuale della Turchia

Il partito della destra conservatrice turca è stato travolto da uno scandalo di video erotici

L'AKP di Erdogan dovrebbe vincere le prossime elezioni politiche per la terza volta consecutiva

A un mese dalle prossime elezioni politiche la Turchia è travolta da uno scandalo di video a luci rosse che hanno coinvolto alcuni rappresentanti del Partito del Movimento Nazionalista (MHP), avversario minore del Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (AKP) attualmente al potere.

Oggi i due membri dell’MHP Ihsan Barutcu e Bulent Didinmez sono stati costretti a dare le dimissioni dopo la diffusione online di alcuni video che li mostrano a letto in una stanza d’albergo con due giovani studentesse, che secondo alcune indiscrezioni potrebbero anche essere minorenni: i due uomini sono entrambi sposati. A fine aprile due video simili avevano costretto alle dimissioni altri due membri dello stesso partito, Recai Yldrim e Metin Cobenouglu.

Il leader dell’MHP, Devlet Bacheli, sostiene che lo scandalo sia stato orchestrato dal partito al governo e vuole che il premier Recep Erdogan faccia piena luce su quanto accaduto. L’MHP è un partito dell’ultra destra, apertamente anti curdo e anti greco, e tradizionalmente si rivolge a un elettorato moto religioso e molto conservatore. Lo scandalo rischia quindi concretamente di fargli perdere molti voti. Se il partito dovesse restare al di sotto della soglia di sbarramento del dieci percento non riuscirebbe a conquistare nessun seggio in Parlamento.

Il premier Erdogan ha smentito seccamente il coinvolgimento del proprio partito nella vicenda, cogliendo l’occasione per sbeffeggiare i suoi avversari: «Invece di vergognarsi, cercano di infangarci. Non siamo interessati ai loro sporchi affari». Secondo tutti i sondaggi il partito di Erdogan vincerà le elezioni politiche per la terza volta consecutiva. Il New York Times scrive che l’obiettivo dell’AKP è ottenere una maggioranza schiacciante con cui poter modificare la Costituzione.

L’anno scorso Deniz Baykal, leader di lungo corso del principale partito d’opposizione turca CHP, fu costretto a dare le dimissioni dopo l’uscita di un video che lo mostrava insieme a una donna. Anche lui accusò il governo di avergli teso una trappola, ci fu un’indagine ma non portò a niente.