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  • venerdì 15 Aprile 2011

Lo Sri Lanka contro le ONG

Il governo teme la pubblicazione di un rapporto dell'ONU sulla guerra civile e se la prende con le organizzazioni umanitarie

Il risultato di un’inchiesta indipendente sui crimini di guerra commessi in Sri Lanka durante la guerra civile conclusa nel 2009, condotta da un gruppo di esperti internazionali, è stato consegnato pochi giorni fa al segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon. Anche se questi non sono ancora stati resi pubblici, il governo dello Sri Lanka ha già dimostrato di non apprezzare per nulla l’attenzione internazionale e nelle ultime settimane, come racconta l’Economist, ha aumentato la pressione verso gli attivisti e le organizzazioni che lo criticano per la scarsa libertà di stampa e la repressione del dissenso. Allo stesso tempo il governo ha già dichiarato che l’inchiesta internazionale è debole e basata su pregiudizi.

Il National Peace Council, che durante il conflitto si era battuto per una soluzione negoziata che ponesse fine agli scontri armati, ha subìto perquisizioni e attacchi dalla stampa filo-governativa, in cui veniva accusato di prendere ordini dai finanziatori stranieri e di gestire i propri fondi in modo poco trasparente. La stessa sorte è toccata alla sezione locale di Transparency International, un’organizzazione che combatte la corruzione e che aveva lanciato una campagna contro lo spreco di risorse pubbliche. Anche su di lei è stata aperta un’inchiesta, poi finita nel nulla. Il governo intende intimidire le organizzazioni non governative, in modo da scoraggiarle dall’occuparsi dell’inchiesta delle Nazioni Unite, e allo stesso tempo screditare l’inchiesta stessa, mostrando un’ingerenza dei paesi stranieri nelle associazioni che intendono parlare della guerra civile.

Nel maggio del 2009 l’esercito governativo ha eliminato le ultime sacche di resistenza da parte delle Tigri Tamil, mettendo fine a una guerra civile che proseguiva da più di vent’anni. I metodi usati per vincere la guerra sono stati messi sotto accusa da più parti per la loro brutalità e violenza. Il governo avrebbe fatto largo uso di milizie paramilitari, protagoniste di stragi e rappresaglie contro la popolazione civile. Durante le fasi finali del conflitto, molte organizzazioni in Sri Lanka e all’estero avevano denunciato la situazione, ma il governo ha sempre respinto con forza le accuse.

Foto: Ishara S.KODIKARA/AFP/Getty Images