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  • venerdì 15 Aprile 2011

Gli americani non temono le centrali nucleari

I dati dell'ultimo censimento USA mostrano che gli abitanti vicino alle centrali sono aumentati, negli ultimi dieci anni

Piccoli incidenti e malfunzionamenti succedono ogni anno, nelle centrali nucleari del mondo. Prima di Fukushima, però, erano passati diversi anni dall’ultimo incidente che aveva avuto un’eco significativa nell’opinione pubblica, e che aveva messo seriamente a rischio la salute degli abitanti vicino ad un impianto. E i dati del censimento USA del 2010, di cui avevamo parlato a proposito dello spopolamento di Detroit, mostrano che negli ultimi anni il numero degli americani che abitano vicino ad una centrale è cresciuto, e in alcuni casi anche di parecchio.

Mentre in tutti gli Stati Uniti la popolazione è aumentata di meno del dieci per cento a partire dal 2000, quella che risiede nelle aree a sole dieci miglia dalle centrali è cresciuta di più del 17%. Un’analisi commissionata da MSNBC ha concluso che 116 milioni di americani, più di uno su tre, vivono a meno di 50 miglia da una centrale. Entro dieci miglia dall’impianto di San Onofre, situato in una zona altamente sismica della California, l’aumento è stato del 50%; e persino intorno a Three Mile Island, Pennsylvania, dove nel 1979 avvenne il più grave incidente nucleare del Nord America, i residenti sono cresciuti del 10%.

I motivi di questo aumento non sono molto chiari, ma di sicuro ce ne potrebbe essere uno paesaggistico: gli impianti hanno bisogno di molta acqua per il raffreddamento, e la vicinanza dell’oceano, di un lago o di un fiume rende le proprietà immobiliari molto appetibili per i residenti. Anche se si trovano all’interno della zona di sicurezza stabilita dall’agenzia statunitense per l’energia nucleare, che si estende per dieci miglia intorno alla centrale, e se gli enti che gestiscono le centrali mandano loro per posta le pillole di ioduro di potassio per gestire le prime conseguenze di una eventuale fuga radioattiva.

Negli Stati Uniti sono attive 65 centrali nucleari. L’impianto che ha il maggior numero di abitanti nelle vicinanze è quello di Indian Point, nei pressi di Buchanan, NY, che si trova a 41 miglia dal centro di New York City. Nell’arco di 50 miglia ci abitano 17 milioni di persone. D’altra parte non è vero che le centrali sono costruite prevalentemente poco popolate: ogni centrale americana ha in media 1,4 milioni di persone che abitano in un raggio di 50 miglia.

I residenti intervistati da MSNBC non hanno dimostrato particolare preoccupazione e sono fiduciosi dei livelli di sicurezza delle centrali di oggi, anche se la crisi di Fukushima ha riportato all’attenzione di molti di loro i rischi della situazione. Le aziende che gestiscono le centrali hanno organizzato diversi incontri pubblici per spiegare alla popolazione le differenze tra i loro impianti e quelli che hanno subito i guasti in Giappone. Fukushima non sembra aver cambiato molto le idee degli americani sul nucleare, ad ogni modo: un sondaggio di Gallup alla fine di marzo ha mostrato che il 46% della popolazione ritiene l’energia nucleare necessaria per il paese, mentre il 48% pensa che i rischi per la sicurezza siano troppo gravi. Le percentuali sono più o meno le stesse di dieci anni fa.