L’accordo sul budget negli Stati Uniti

Il Congresso evita lo "shutdown" e i Repubblicani ottengono da Obama tagli per 39 miliardi di dollari da qui a settembre

Con un accordo dell’ultimo minuto sul nuovo budget, Democratici e Repubblicani hanno evitato l’avvio del temuto “government shutdown“. Il patto è stato stretto a meno di un’ora dalla mezzanotte, il termine ultimo prima dell’avvio dello “shutdown” che prevedeva il congelamento della capacità di spesa di governo e l’impossibilità di finanziare i servizi non essenziali. Il presidente repubblicano della Camera, John Boehner, il senatore della maggioranza democratica in Senato, Harry Reid, e il presidente Barack Obama sono apparsi davanti alle telecamere per annunciare separatamente il raggiungimento dell’intesa, che segna l’avvio di tagli netti alla spesa pubblica.

I Repubblicani hanno ottenuto tagli nel bilancio per 39 miliardi di dollari da effettuare entro i prossimi sei mesi dell’anno fiscale, una cifra molto più alta di quanto si era inizialmente parlato alcuni mesi fa. In compenso, i Democratici hanno fatto desistere i Repubblicani dai loro piani di tagliare i fondi per la nuova legge sull’assistenza sanitaria e per un’altra serie di provvedimenti messi in campo negli ultimi tempi, spiegano sul Wall Street Journal.

La battaglia sul budget è stato il primo grande confronto per il nuovo assetto dei poteri a Washington dopo le elezioni di metà mandato di novembre, nelle quali i repubblicani hanno ottenuto il controllo della Camera sfruttando l’onda del malcontento degli elettori per l’aumento della spesa pubblica. La battaglia durata una settimana è stata aspra, ma è servita solamente come giro di riscaldamento per molte altre più grandi battaglie all’orizzonte. Alcuni Repubblicani dicono che voteranno contro la proposta di aumentare i limiti imposti per l’aumento del debito pubblico federale entro poche settimane, a meno che non sia accompagnato da un piano per arrestare il deficit.

Nel proprio messaggio indirizzato alla nazione dopo il raggiungimento dell’accordo, Obama ha spiegato che non sarà semplice attuare la nuova politica dei tagli, ma che si tratta comunque di un passaggio necessario da affrontare: «Alcuni dei tagli sui quali abbiamo concordato saranno dolorosi. Alcuni dei programmi sui quali le persone fanno affidamento saranno tagliati. I progetti per alcune infrastrutture indispensabili saranno ritardati. E non avrei fatto questi tagli in circostanze migliori di queste». Il presidente ha poi spiegato che si tratterà della più grande serie di tagli annuali mai realizzata nella storia degli Stati Uniti e che l’America d’ora in poi dovrà imparare a vivere entro le proprie possibilità.

Secondo numerosi analisti, il patto raggiunto poche ore fa segna una importante vittoria per i Repubblicani e per John Boehner, che si è dato molto da fare nel corso delle negoziazioni tra i due partiti. Obama è riuscito ad ammorbidire alcune delle richieste dei Repubblicani, ma quanto avvenuto con l’approvazione del nuovo budget e dei tagli sembra essere un’anticipazione di quanto potrà accadere in futuro sull’approvazione della finanziaria per il 2012.

I punti principali dell’accordo
– Il governo potrà spendere 39 miliardi di dollari in meno rispetto a quanto messo nel budget del 2010. La cifra equivale a 79 miliardi di dollari in meno rispetto a quanto chiesto dai Democratici. I Repubblicani volevano comunque tagliare altri 22 miliardi di dollari, riduzione evitata grazie all’accordo.
– Alla Difesa vanno 513 miliardi di dollari, meno di quanto avrebbero voluto entrambi i partiti, ma comunque qualcosa di più rispetto ai 508 miliardi di dollari del 2010.
– Saltano i tagli proposti dai Repubblicani sulla nuova legge per l’assistenza sanitaria, per la radio pubblica NPR e per le cliniche che si occupano delle interruzioni di gravidanza.
– Saltano i limiti proposti dai Repubblicani ai fondi per le normative contro le emissioni di gas nocivi per l’ambiente e i tagli per finanziare le attività della Federal Communications Commision sulla neutralità di Internet.
– Viene bandito l’utilizzo di fondi per trasportare i prigionieri che si trovano nel carcere di Guantanamo a Cuba nel territorio degli Stati Uniti.
– Per il District of Columbia scatta il divieto di utilizzare fondi pubblici, federali e locali, per pagare le interruzioni di gravidanza.
– Sempre nel District of Columbia vengono reintrodotti i buoni per consentire alle famiglie meno abbienti di scegliere dove mandare a scuola i propri figli, in istituti pubblici o privati. Si tratta di una battaglia condotta da tempo da Boehner.

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