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  • mercoledì 6 Aprile 2011

Le indagini su Esteban Caselli

Esteban Caselli è accusato di avere falsificato migliaia di schede elettorali per assicurarsi un seggio in Senato

È meglio conosciuto con il soprannome di «el obispo», il vescovo, per le sue influenti frequentazioni clericali

Esteban Caselli è un senatore del Popolo delle Libertà. Lunedì il quotidiano argentino La Nacion è tornato a parlare di lui, che è italo-argentino ed è una vecchia conoscenza della politica di Buenos Aires. L’occasione è l’apertura di un’inchiesta per truffa elettorale da parte della procura di Roma, in relazione alle elezioni politiche del 2008 in Italia. Caselli è accusato di avere falsificato migliaia di schede elettorali per assicurarsi un seggio in Senato.

L’inchiesta mira a stabilire se c’è stata una possibile collusione tra il senatore Caselli e i funzionari del Consolato d’Italia a Buenos Aires. Diverse stranezze hanno stimolato l’attenzione degli investigatori. Il 24 febbraio 2009, il senatore Caselli inaugurò la Fondazione degli Italiani nel Mondo. Affittò, a tal fine, la vecchia sede dell’Ambasciata d’Argentina presso il Vaticano, un antico palazzo appartenente alla marchesa Patrizi. Come è noto, il prezzo di locazione non è stato un affare: ha dovuto pagare 31.000 euro al mese. Gli altri amministratori della Fondazione sono stati i parlamentari Nicola Di Girolamo e Basilio Giordano. Di Girolamo, che  nel 2008 fu eletto in Senato dagli italiani che risiedono in Europa, è stato coinvolto nell’inchiesta romana su un maxiriciclaggio internazionale da due miliardi di euro e lo scorso settembre ha patteggiato una pena di cinque anni e la restituzione di quattro milioni e 700 mila euro.

Ex ambasciatore presso il Vaticano del presidente conservatore argentino Carlos Menem, Esteban Caselli è meglio conosciuto con il soprannome di “el obispo”, il vescovo, per le sue influenti frequentazioni clericali. È uno dei pochissimi laici a cui è stato concesso il titolo «gentiluomo di Sua Santità», oltre a essere Gentiluomo e Cavaliere dell’Ordine di Malta e consigliere d’amministrazione della fondazione vaticana «San Matteo». Nel 2001 fu accusato dall’ex ministro dell’Economia e candidato presidenziale argentino Domingo Cavallo di essere l’artefice di un’operazione di contrabbando di armi verso Croazia e Ecuador, vicenda per cui l’allora presidente Menem finì in prigione per alcuni mesi ma che poi si concluse con l’assoluzione di tutti gli imputati.

L’appoggio più noto, tra quelli argentini, è stato sicuramente quello dell’imprenditore Alfredo Yabran, che Menem rese potentissimo e che finì per suicidarsi nel 1998 dopo essere sfuggito a un ordine di cattura per l’omicidio del fotografo José Luis Cabezas, assassinato l’anno precedente. Con l’elezione di Nestor Kirchner, Caselli non ha più avuto l’appoggio diretto della presidenza argentina ma ha comunque continuato a esercitare un ruolo molto influente nella politica del paese. Un anno fa Esteban Caselli, senatore della Repubblica italiana, aveva annunciato di volersi candidare alla presidenza dell’Argentina.