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  • mercoledì 23 Marzo 2011

Oggi è il Budget Day

Nel Regno Unito il ministro dell'Economia presenta la Finanziaria, con un rito complesso e cerimonioso

di Lillo Montalto Monella

Oggi è il Budget Day, nel Regno Unito. Il mercoledì di marzo dove i politici sono chiamati a essere parte di un grande rituale laico, con le sue regole di comportamento e la sua etica, di cui sono assieme registi e comprimari. Ecco perchè perfino un evento come il varo della legge finanziaria da parte del Cancelliere dello Scacchiere – il cosiddetto Budget Day, appunto – diventa cerimonia. La politica britannica ha molti di questi riti – un altro di questi è lo spettacolare Question time – ma il Budget Day ha un’importanza particolare e attira grande attenzione.

Dopo giorni e giorni di lavoro al ministero, il Budget (parola che deriva dal francese “bougette”, borsetta) è presentato dal Cancelliere – che ha il ruolo del ministro dell’Economia – alla Regina, durante una cena ufficiale e riservata, il giorno prima della presentazione. Una volta ottenuto il formale ‘nulla osta’ dalla Regina, il Cancelliere si reca in Parlamento e presenta il bilancio alle assemblee. Ed è proprio questo uno dei momenti più affascinanti.

Il Cancelliere fa la sua apparizione fuori dal numero 11 di Downing Street, la sua residenza ufficiale, impugnando una valigetta scarlatta, chiusa. Si tratta – anzi si trattava – della cosiddetta Gladstone box e contiene i fogli del discorso che da lì a poco verrà pronunciato a Westminster. Il contenitore, rivestito in cuoio vermiglio, fu usato intorno al 1860 dall’allora cancelliere William Gladstone. Da allora, per quasi un secolo, la valigetta è sempre stata la stessa. Nel 1965 Lord Callaghan ruppe la magia, optando per un contenitore più nuovo. Gordon Brown, che tuttora detiene il record di undici Budget consecutivi (dal 1997 al 2007), fu poi il secondo cancelliere a scegliere di recarsi a Westminster con una nuova valigetta. Oggi tocca a George Osborne, cancelliere non ancora quarantenne nominato da David Cameron.

La tradizione vuole che il momento dello discorso di presentazione della Finanziaria sia l’unico in cui al Parlamento venga consentito il consumo di alcolici (al solo Cancelliere). Per sostenersi nella terribile impresa, Disraeli beveva brandy annacquato, Goschen preferiva il porto e Ken Clarke del whisky liscio. Il grande William Gladstone, che tuttora detiene il record del discorso più lungo (4 ore e 45 minuti), si faceva forza con sherry e uova sbattute. Nel 1960, Derick Heathcoat-Amory collassò mentre pronunciava il suo discorso all’assemblea, ma rimase famosa la sua frase: “Ci sono tre cose che è inutile rincorrere: un bus, una donna o una nuova soluzione economica. Se aspettate un attimo, me ne verrà in mente un’altra.”

Le stranezze non finiscono qui. All’inizio degli anni Novanta, il conservatore Norman Lamont era così imbarazzato nel portarsi dietro una bottiglia di scotch che finì per nasconderla nella valigetta stessa. Chi invece amava proprio il Budget Day era Geoffrey Howe, ministro durante gli anni del governo Thatcher: così tanto che finì per chiamare il suo cane Budget. George Ward Hunt, invece, si accorse di aver sciaguratamente dimenticato il discorso a Downing Street, solo dopo aver aperto la scatola rossa a Westminster. Durò solo sei mesi.

La più famosa ‘invenzione’ del Budget è la tassa sul reddito. Introdotta nel 1799 da William Pitt il Giovane, fu presentata come misura temporanea e temporanea da allora è rimasta a livello ufficiale: tecnicamente, deve essere rinnovata ogni anno all’interno del Finance Act, in estate. E poi ci sono i bookmakers. Nei giorni immediatamente precedenti il Budget Day, i principali bookmakers inglesi (William Hill, Ladbrokes, Paddy Power) pubblicano le quote per permettere agli scommettitori di puntare sui vari aspetti del rituale. Quanto durerà il discorso? Quali saranno le parole più usate? Quanti sorsi d’acqua berrà il Cancelliere (Gordon Brown beveva solo acqua frizzante scozzese)? Il prezzo del carburante è destinato a salire? Cosa dirà il Cancelliere? Alcune parole valgono più di altre, secondo i bookmakers. La scommessa tradizionale riguarda il colore della cravatta. Paddy Power da 500 a 1 la possibilità che George Osborne, l’attuale ministro, si metta un collarino da prete.

Le percentuali di scommesse per il Budget Day sono comunque irrisorie rispetto al totale delle giocate in Regno Unito. I giornali ne scrivono quasi più per mantenere la tradizione: tutti sanno già cosa dirà Osborne grossomodo da almeno una settimana. Sono previsti tagli alle spese dell’amministrazione pubblica e maggiori severità sull’evasione fiscale, ma anche qualche alleggerimento sulla classe media più oberata dalle tasse.