• Media
  • martedì 8 Marzo 2011

L’Ungheria ammorbidisce la sua legge bavaglio

Le multe saranno ridotte e le testate non saranno più sotto il controllo del governo

L'opposizione ha annunciato che ricorrerà comunque alla Corte Costituzionale

L’Ungheria ha modificato la legge sui media approvata di recente. L’Unione Europea aveva fatto forti pressioni, denunciando i rischi di un’eccessiva censura dell’informazione all’interno di uno dei suoi paesi membri. Il parlamento ha annunciato l’adozione di alcuni emendamenti che ammorbidiscono il testo della legge. Le restrizioni non riguarderanno più i siti internet né i blog, l’entità delle multe per contenuto offensivo sarà ridotta e i media non avranno più l’obbligo di accreditarsi presso le autorità.

Il testo con cui la legge era entrata in vigore lo scorso gennaio riorganizzava la regolamentazione della stampa, comprese le televisioni e le testate online, obbligandole ad avere un «punto di vista equilibrato» rispetto alla copertura dell’attualità e mettendole sotto il diretto controllo del governo. La legge prevedeva pene crescenti per i servizi o gli articoli considerati «poco equilibrati», dalle multe fino alla chiusura della testata. Nei mesi precedenti la definitiva entrata in vigore era stata molto contestata sia dai cittadini che dall’opposizione: in un’occasione i giornali erano addirittura usciti pubblicando una prima pagina completamente bianca, in segno di protesta contro le intenzioni del governo.

La decisione di oggi del parlamento, dove il governo controlla i due terzi dei seggi, non ha comunque messo fine alle polemiche politiche. I media magiari hanno in programma una manifestazione per il 15 marzo, giornata mondiale degli ungheresi, e intendono comunque presentare un ricorso alla Corte costituzionale.