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  • lunedì 7 marzo 2011

Il governo giapponese è di nuovo in bilico

Le dimissioni del ministro degli esteri indeboliscono ulteriormente il premier Naoto Kan

Ieri si è dimesso il ministro degli Esteri del Giappone Seiji Maehara. Cinque anni fa Maehara aveva ricevuto una donazione pari a tremila dollari da un sudcoreano residente in Giappone. L’uomo ha 72 anni ed è il proprietario di un ristorante che Maehara frequentava da bambino: il finanziamento è illegale perché la legge giapponese proibisce ai politici di accettare soldi da stranieri. Il ristoratore non sapeva che la sua donazione fosse contro la legge, mentre il ministro non era al corrente del finanziamento ricevuto dal suo comitato elettorale.

Maehara ha preferito comunque dimettersi, chiedendo scusa ai cittadini “per l’imbarazzo politico” causato dal suo comportamento. Maehara era la figura più carismatica del governo, entrato in carica sei mesi fa in seguito al rimpasto di governo deciso dal premier Naoto Kan. L’attuale capo di gabinetto del governo, Yukio Edano, assumerà temporaneamente le funzioni di ministro degli Esteri in attesa che il premier Kan nomini il suo successore. Secondo l’Economist la rapidità delle sue dimissioni dimostra la debolezza del governo, e contribuisce ad accelerarne la crisi. Oggi l’opposizione ha chiesto al premier di dimettersi. C’è chi sostiene che Maehara abbia dato le dimissioni con questa velocità proprio per non finire travolto dall’ennesima crisi di governo, e giocarsi le sue carte in un secondo momento. In ogni caso Kan ha respinto le richieste e ha confermato di voler restare in carica fino allo scadere del mandato, nel 2013.

Negli ultimi mesi il premier ha dovuto affrontare la sconfitta delle elezioni di metà mandato, la disputa interna sulla leadership del partito democratico, le dimissioni del ministro della giustizia e un rimpasto di governo. Inoltre le varie forze dell’opposizione si sono coalizzate per bloccare l’approvazione del budget nella speranza di creare un’impasse di governo e costringere Kan a indire le elezioni anticipate.

foto: YOSHIKAZU TSUNO/AFP/Getty Images

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