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  • mercoledì 2 Marzo 2011

Un elicottero NATO ha ucciso nove bambini in Afghanistan

Il generale Petraeus ammette l'errore e chiede scusa, Karzai protesta violentemente

La NATO ha ammesso mercoledì che due suoi elicotteri hanno ucciso il giorno prima nove bambini afgani, scambiandoli per i responsabili dell’attacco a una base NATO nelle ore precdenti. Si tratta di uno delle più gravi stragi di innocenti dall’inizio della guerra, commenta il New York Times. I bambini avevano tra i 9 e i 15 anni e stavano raccogliendo legna da ardere nelle montagne dell’Afghanistan orientale, nella provincia di Kunar: solo uno del gruppo è sopravvissuto. Il capo delle forze NATO in Afghanistan ha diffuso un comunicato personale di ammissione di colpa per la strage.

«Ci dispiace profondamente per questa strage e chiediamo perdono al governo e al popolo afgano, e soprattutto ai familiari sopravvissuti di coloro che sono stati uccisi. Non sarebbe mai dovuto accadere»

L’ammissione è arrivata dopo le proteste degli abitanti del villaggio di Nanglam, dove i bambini vivevano. Hemad, il sopravvissuto, ha raccontato di essersi salvato grazie a un ramo di albero che gli è caduto addosso dopo essere stato colpito da un razzo, nascondendolo alla vista: “Gli elicotteri hanno sparato ai bambini uno dopo l’altro”.

Le basi americane nella zona saranno smantellate nelle prossime settimane, dopo le proteste degli abitanti della valle di Pech. Martedì un razzo era stato lanciato contro una base, e la dichiarazione della NATO afferma che era partita una ricerca dei responsabili con gli elicotteri, che hanno sparato “in direzione del punto di origine dell’attacco”. Ma, continua il comunicato, “sembra esserci stato un errore tra l’individuazione del punto e la localizzazione delle operazioni con gli elicotteri”. Gli abitanti del villaggio hanno raccontato di aver trovato i corpi dei bambini maciullati dai colpi.

Il presidente afgano Hamid Karzai, che si trova in visita ufficiale a Londra, ha espresso “la più forte condanna possibile” nei confronti della strage. Gli oltre duecento abitanti del villaggio che si sono radunati per protestare gridavano “Morte all’America” e “Morte a Obama e ai suoi alleati”.