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  • giovedì 24 Febbraio 2011

Il manuale dell’anarchico, 40 anni dopo

Newsweek racconta William Powell, che a vent'anni scrisse una guida per terroristi di tutto il mondo

Newsweek questa settimana racconta la storia di William Powell, l’autore del “Manuale dell’anarchico”. Il libro, pubblicato nel 1971, spiegava come fabbricare armi rudimentali, dal TNT al napalm, dai gas lacrimogeni alla dinamite; contiene istruzioni su come produrre droghe e acidi, su come manipolare e intercettare le telecomunicazioni, e altre informazioni utili al combattimento. Come suggerisce il titolo, è una vera e propria guida per prepararsi alla battaglia e alla resistenza armata: ha venduto due milioni di copie in tutto il mondo, ha fornito lo spunto per molti altri manuali simili e si dice abbia ispirato molti terroristi e criminali.

Negli anni, il libro è stato associato ai radicali croati che nel 1976 dirottarono un volo della Trans World Airlines per chiedere l’indipendenza dalla Yugoslavia, ai separatisti portoricani che bombardarono il quartier generale dell’FBI nel 1981 per ottenere l’indipendenza dagli Stati Uniti, a Thomas Spinks che piazzò delle bombe in almeno dieci cliniche abortive a metà degli anni Novanta, all’attentato di Londra nel 2005, rivendicato da terroristi islamici.

La scorsa estate la polizia britannica ha arrestato un uomo e suo figlio mentre stavano cercando di produrre della ricina, una sostanza molto tossica che viene impiegata come arma di distruzione di massa. I due facevano parte di un gruppo di suprematisti bianchi e possedevano una copia del manuale. In quell’occasione un giudice londinese ha chiesto di vietare la vendita del manuale e dei libri ad esso ispirati. I rivenditori si sono rifiutati.

William Powell, che adesso ha 61 anni, ha rinnegato da tempo il manuale e ha cercato di rifarsi una vita. Per anni Powell non ha mai parlato pubblicamente delle sue responsabilità nell’aiutare i terroristi. Ora ha rilasciato un’intervista esclusiva a Newsweek in cui parla della sua nuova vita da insegnante in scuole internazionali e racconta come ha imparato a fare i conti con il suo passato. «Il libro è parte di quello che sono. Era il 1969, c’era la guerra in Vietnam e io ero un ragazzino di 19 anni con gli occhi spalancati. Alcuni dei sentimenti che ci sono lì dentro hanno senso», dice, ma «mi dispiace che il libro sia stato usato per scopi violenti».

Powell era il figlio di un addetto stampa americano dell’ONU. Aveva passato gran parte dell’infanzia a Londra, dove aveva ricevuto un’educazione molto rigida. Durante l’adolescenza la sua famiglia si trasferì nello stato di New York. Powell lasciò la famiglia, abbandonò gli studi e si trasferì a Manhattan con l’intento di diventare un grande scrittore. Era molto più interessato alla vita culturale della città che alle proteste radicali, fino a quando nel 1968 ricevette una lettera che lo avvisava di un possibile richiamo per il  Vietnam. Powell racconta che quella lettera «lo fece infuriare», dato che lui non credeva a quella guerra. Si chiuse per due anni nella biblioteca pubblica di New York a leggere “Il manuale fai da te del soldato americano”, vecchi manuali di governo, guide per boy scout, cataloghi elettronici e pile di opuscoli scritti da oscuri rivoluzionari. Il risultato è un volumetto dal linguaggio semplice scritto in prima persona. Powell non si limitò a riportare istruzioni ma infarcì il libro di aneddoti fantasiosi, come per esempio l’aver guidato un’auto truccata fino a Miami, aver preparato dell’LSD in cucina o aver rifilato alla polizia un nome inventato dopo che era stato arrestato a una manifestazione pacifista.

Powell inviò il manoscritto a diversi editori: lo rifiutarono tutti tranne Lyle Stuart, che aveva già scandalizzato l’America pubblicando La donna sensuale, una manuale di sesso per le donne scritto da una donna. Il libro uscì a metà gennaio del 1971, quando Powell aveva 22 anni, e molti cittadini americani lo segnalarono subito all’FBI, definendolo pericoloso e chiedendo quali provvedimenti erano stati messi in atto contro il libro. Edgar Hoover, allora capo dell’FBI, rispose dicendo di «condividere le vostre preoccupazioni in proposito» ma che «l’FBI non ha il controllo del materiale pubblicato dagli organi di stampa». L’FBI si affrettò a segnalare il manuale alla Casa Bianca e al ministero della Giustizia, definendolo «un manuale per estremisti rivoluzionari» e aggiungendo che «gli effetti sulla società potrebbero essere devastanti».

Newsweek sottolinea che anche gli effetti su Powell sono stati devastanti. A un anno dall’uscita del libro, gli attacchi terroristici aumentarono con una media di cinque al giorno – secondo dati dell’FBI – e molte persone se la presero con Powell e gli intasarono di minacce di morte la buca delle lettere. L’FBI non infastidì mai il giovane autore, ma interrogò suo padre e i suoi colleghi all’ONU e rintracciò i negozi che vendevano il libro. Powell si liberò subito delle copie del manuale che aveva a casa, e si rifiutò di discuterne con gli amici.«Non ne avevo previsto le conseguenze, non ero così intelligente all’epoca».

Dopo la pubblicazione del libro Powell si è messo a studiare, ha insegnato inglese a bambini problematici per un po’ di anni e alla fine ha trovato un lavoro come insegnante. Si è sposato e si è reinventato una nuova vita come insegnante nelle scuole internazionali in Africa e in Medio Oriente. Negli ultimi anni internet ha reso più facile la diffusione del libro e ne ha reso l’autore nuovamente famoso.

Powell ha aggiunto una nota alla pagina del libro su Amazon in cui lo definisce una “pubblicazione sbagliata e potenzialmente pericolosa” e in cui si augura che il libro non venga più ristampato. I diritti però appartengono all’editore, e Powell non ha alcuna voce in capitolo. “Non mi piace pensare che ho contribuito all’uccisione di persone”, ha detto, pur insistendo che quelle azioni non le ha compiute lui e sottolineando che i terroristi sarebbero riusciti comunque a colpire anche senza il suo aiuto.

All’inizio di questo mese Powell ha ricevuto un’importante premio alla carriera dall’Associazione per lo sviluppo dell’educazione internazionale. Il giorno dopo l’FBI ha reso pubblico un promemoria del 1971 che cancella il suo nome dall’archivio delle persone da tenere d’occhio. «Abbiamo studiato i contenuti del libro e abbiamo concluso che non esorta alla resistenza violenta più di qualsiasi legge degli Stati Uniti». Nel documento si legge anche che non ci sono «prove sufficienti che l’autore o qualcun altro usi il libro come guida» e che «non possiamo stabilire un intento specifico». Per queste ragioni «non ci sono altre azioni in corso».