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  • martedì 22 febbraio 2011

65 morti nel terremoto in Nuova Zelanda

Ma la cifra crescerà: un altro terremoto aveva colpito Christchurch a settembre

Il primo ministro John Key ha annunciato nel tardo pomeriggio (poco prima dell’alba in Italia) che i morti nel terremoto di magnitudo 6.3 che ha travolto la città – che si trova sulla costa orientale dell’Isola del Sud, una delle due in cui si divide il paese – risultano al momento 65: «Potrebbe essere il giorno più nero della Nuova Zelanda». La stessa zona era stata colpita da un altro forte terremoto lo scorso settembre. L’epicentro del terremoto è situato a 10 chilometri di distanza dal centro della città e a 5 chilometri di profondità.

Il terremoto ha colpito ieri Cristchurch – la seconda città della Nuova Zelanda, circa 400mila abitanti – in pieno giorno, poco prima dell’una (l’una di notte da noi). Sono seguite numerose scosse di assestamento che hanno reso particolarmente difficile la ricerca e il salvataggio delle persone. Google ha messo in piedi un servizio che permette di cercare le persone scomparse e di segnalare informazioni sulle persone disperse. Al momento sono state monitorate circa 2200 persone. Le persone si stanno servendo anche di Twitter per cercare i proprio cari o far sapere loro che stanno bene, utilizzando lo hastagh #eqnzcontact.

Il sindaco di Christchurch ha dichiarato lo stato di emergenza e ha ordinato di evacuare il centro della città. Filmati televisivi hanno mostrato immagini di decine di persone scosse e ferite che venivano portate fuori dagli edifici. Le strade di Christchurch sono ingombrate da macchine rovesciate, ricoperte di fango e detriti mentre gli edifici e le case sono semidistrutti. La cattedrale della cittadina è stata gravemente danneggiata.
https://www.youtube.com/watch?v=BfcWraeZvcw
Il viceprimo ministro della Nuova Zelanda ha detto che «le agenzie governative e i servizi di emergenza stanno ancora cercando capire l’entità del danno». Ha aggiunto che il principale ospedale della città, che è stato lievemente danneggiato, si sta attrezzando per soccorrere le vittime e al momento ne sta curando una quarantina. Alcune di loro sono già state trasportate per via aerea in ospedali al di fuori della zona colpita dal terremoto. L’aeroporto di Christchurch è stato chiuso; il sito dell’aeroporto riporta che che riaprirà mercoledì mattina (sempre ora locale) soltanto per voli nazionali. Il governo ha detto che accetterà l’aiuto offerto dall’Australia e dagli Stati Uniti.

Diversi siti di news riportano che la cittadina di Lyttelton, che si trova vicino all’epicentro del terremoto – è stata devastata.

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