Wikileaks sull’Italia, i documenti del 2009

I rapporti della famosa signora Dibble sono più delle attente e imparziali analisi che delle accuse

Il sito dell’Espresso ha messo online oggi altri tre documenti dell’ambasciata americana a Roma dedicati all’Italia. Ecco cosa dicono di interessante nelle citazioni originali, senza sintesi nostre o interpretazioni accessorie e arbitrarie.
Sono tutti e tre del 2009, quindi bisogna sapere che l’ambasciatore non è più Richard Spogli, autore di molte analisi che suggerivano all’amministrazione americana di dare fiducia a Silvio Berlusconi malgrado i dubbi sui suoi atteggiamenti poco ortodossi e sui suoi legami con la Russia. Il nuovo ambasciatore è David Thorne e le valutazioni, soprattutto quelle dell’incaricato d’affari dell’ambasciata Elizabeth Dibble, suonano meno coinvolte e più concrete.

Il primo documento, del giugno 2009, è firmato proprio da Dibble e fornisce al presidente Obama una descrizione di ciò che lo attende al G8 dell’Aquila. Questa è la sintesi iniziale dei dubbi che sono poi sollevati più estesamente nel testo:

Il G8 l’Aquila è il culmine di un anno denso d’impegni per la presidenza italiana.
Il primo ministro Berlusconi è molto contento di presiedere questo evento, di ospitare lei, e di dimostrare il suo ruolo di uomo di stato rilevante nel «club» G8. Ma in Italia tutta l’attenzione è puntata su di lui e sul modo in cui affronterà questo summit, che ha inizio proprio nel momento in cui la stampa italiana e straniera attacca la vita privata del premier con accuse infamanti. E se alcuni membri del partito di Berlusconi sono terrorizzati all’idea che prima o durante il summit possano emergere nuove accuse, il Primo Ministro spera invece che questo evento gli consenta di dimostrare il rispetto di cui gode presso la comunità internazionale.

L’Italia ha presentato un’agenda troppo ambiziosa per il G8 2009, che va dalla stabilità finanziaria globale (nel riconoscimento del primato del G20 in questo settore), allo sviluppo sostenibile (in particolare per quanto riguarda l’Africa), al clima, alla sicurezza energetica, l’Afghanistan/Pakistan, la non-proliferazione, la pirateria, la sicurezza alimentare fino al commercio internazionale. Il processo di creazione del consenso attorno a questi temi è stato faticoso e l’Italia ha fatto del suo meglio per incanalare le sue troppo ingombranti ambizioni in un risultato accettabile per i suoi partner G8, e che fosse anche in grado di preparare il terreno per un’efficace azione futura. Detto questo, lo sforzo italiano, si è concentrato su una quantità eccessiva di temi e su una lista di ospiti troppo estesa, a discapito della coesione stessa dell’evento e persino dell’obiettivo finale dell’Italia: garantire la rilevanza internazionale del G8.

Dibble spiega poi le variiabili interne italiane che potrebbero influenzare il G8:

In passato gli oppositori interni di Berlusconi hanno scelto di attaccarlo durante incontri internazionali di alto profilo che si tenevano in Italia: ad esempio, nel 1994, a Napoli durante l’incontro dell’ONU sulla criminalità internazionale, Berlusconi è stato incriminato per corruzione della Guardia di Finanza; nel 2001, è stato indagato dai giudici di Milano per evasione fiscale, poco prima che iniziasse il G8 di Genova (non è stato condannato per nessuna delle due). E ora, nei circoli della politica e della stampa romana, si mormora di nuove sensazionali rivelazioni in arrivo.
Così, sebbene l’elettorato italiano sia tradizionalmente disinteressato alla percezione internazionale dei propri leader, e non sia smosso dagli scandali che hanno per oggetto le vite private dei politici, per il premer l’importanza strategica di questo summit è accresciuta dalla gravità delle accuse che lo coinvolgono e dalla sensazione di non essere più considerato seriamente all’estero. È molto probabile che Berlusconi sul piano internazionale veda il G8 come un’opportunità per rafforzare la propria immagine ormai compromessa, e per dimostrare platealmente in Italia la sua caratura di statista mondiale.
Data la grande importanza che questo summit G8 ha assunto per la politica interna, una qualsiasi gaffe di Berlusconi o l’impressione che sia snobbato dagli altri leader avrebbe grandissima eco nella stampa italiana.

Il primo ministro Berlusconi è tornato soddisfatto dal vostro incontro a Washington e c’è stato un sospiro di sollievo collettivo nel vedere che le ottime relazioni con gli Stati Uniti erano intatte nalgrado il cambio di amministrazione. La sua visita (del presidente Obama, ndr) ha un significato speciale per il governo e il pubblico italiano, e le autorità italiane lavoreranno con lei e il suo staff per rendere questo evento un successo.

Dibble è autrice anche del consuntivo di luglio sul dopo G8 e sul quadro delle accuse contro Berlusconi.

Dopo mesi di accuse fondate sugli scandali finanziari e sessuali, la figura del primo ministro Berlusconi emerge rafforzata dal summit G8 de L’Aquila: non ci sono state ulteriori incriminazioni o accuse; l’evento si è svolto senza intoppi significativi; e agli occhi degli italiani Berlusconi si è dimostrato un leader con un peso internazionale.
Il peggio è passato, per Berlusconi. E ora deve concentrarsi a rimettere in sesto la sua immagine alquanto bistrattata, e infondere nuova fiducia nel centrodestra. Il suo governo è indebolito rispetto agli ultimi sei mesi, ma al momento non ci sono minacce consistenti né dall’interno del centrodestra, né da un centrosinistra sempre più frammentato. Bene o male, Berlusconi in un immediato futuro continuerà a essere la guida del Paese.

Nei giorni prima del G8, persone molto vicine al premier ci hanno comunicato le loro paure di nuove accuse al Primo Ministro, mentre il fondatore del centrosinistra Massimo D’Alema ha promesso che ci sarebbero state nuove sorprendenti rivelazioni (resoconto A). Eppure, tutto è rimasto calmo nella politica italiana, e lo era ancora mentre il G8 aveva inizio, forse per il discorso del presidente Napolitano che lo ha espressamente richiesto, nell’interesse del Paese. Dopo il G8, sebbene a malincuore, i commentatori e i nostri contatti nel centrosinistra hanno dovuto ammettere che il G8 è stato un successo di Berlusconi. Il nostro insider nel PDL ci ha riferito che il presidente era «davvero felice» per l’esito del G8, mentre ritiene noiosi i continui attacchi alla sua vita privata, che secondo lui non rappresentano una seria minaccia dal punto di vista politico.

Un po’ alla volta, sono emersi altri scandali su Berlusconi, tra cui le registrazioni audio di una prostituta che ha dichiarato di aver avuto una relazione con il premier; la voce maschile dei nastri si presume sia quella del primo ministro. Tuttavia, a meno che non salti fuori qualcosa di sensazionale, questa nuova evidenza non sembra aver danneggiato Berlusconi. Infatti, molti italiani concordano con il premier che si dipinge come una vittima di manovre della sinistra.

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