• Mondo
  • venerdì 4 febbraio 2011

L’Algeria non vuole essere la prossima

Il presidente Bouteflika rimuove lo stato di emergenza che vigeva nel paese da 19 anni

L'opposizione ha indetto una manifestazione di protesta per il 12 febbraio

Il presidente dell’Algeria, Abdelaziz Bouteflika, ha interrotto lo stato di emergenza in vigore nel paese da diciannove anni, nel tentativo di venire incontro ai suoi oppositori ed evitare un’ondata di protesta simile a quelle avvenute in Tunisia e in Egitto. La decisione è stata presa durante un incontro con i suoi ministri.

Questo vuol dire, stando alle parole di Bouteflika, che le televisioni e le radio algerine, tutte controllate dallo stato, dovranno garantire spazi e parole a tutti i partiti politici, e che le manifestazioni di protesta – vietate dallo stato di emergenza – saranno permesse in tutto il paese eccetto che nella sua capitale. I gruppi di opposizione hanno indetto una manifestazione di protesta per il 12 febbraio, e l’eliminazione dello stato di emergenza era proprio una delle loro richieste. Il mese scorso diverse centinaia di persone era scesa in piazza ad Algeri, protestando contro la repressione del governo, l’aumento dei prezzi e la disoccupazione. Bouteflika ha promesso anche un’iniziativa del governo per creare nuovi posti di lavoro.

Lo stato di emergenza era stato introdotto nel 1990, durante una fase di grande instabilità politica e conflitto tra le forze dell’esercito e le milizie islamiche. Nel 1992, dopo una vittoria elettorale del fronte islamico, l’esercito aveva preso il potere con un colpo di stato, dando inizio a una vera e propria guerra civile. Nel 1994 si era arrivati a una fragile riconciliazione e a delle elezioni ma tra il 1994 e il 1998 si sono verificati molti attentati terroristici e violente repressioni del dissenso. Le elezioni del 1999 sono state vinte proprio da Abdelaziz Bouteflika col 74 per cento dei voti: le forze di opposizione avevano contestato il voto. Bouteflika è stato rieletto nel 2004 con l’85 per cento dei voti. Nel 2008 una modifica costituzionale ha rimosso il limite dei mandati presidenziali, e nel 2009 Bouteflika è stato nuovamente rieletto, stavolta col 90 per cento dei voti. In questi anni il governo ha detto di mantenere lo stato di emergenza per prevenire ulteriori conflitti e combattere il terrorismo, ma i poteri speciali sono stati utilizzati anche per limitare gli spazi di manovra e le libertà degli oppositori politici.

foto: MAHMUD TURKIA/AFP/Getty Images