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  • sabato 1 Gennaio 2011

Lo Sri Lanka cancella il suo vecchio nome, Ceylon

Spariranno presto le ultime tracce del passato coloniale britannico, e non tutti ne sono contenti

Lo Sri Lanka ha deciso di cancellare le ultime tracce del periodo coloniale britannico, eliminando entro i primi mesi del 2011 appena iniziato tutti i nomi degli enti e delle istituzioni nazionali che utilizzano ancora il nome Ceylon. La scelta delle autorità del paese arriva a quasi 40 anni di distanza dall’assunzione del nuovo nome Sri Lanka.

Ceylon, il precedente nome, ha comunque una lunga storia alle proprie spalle. I primi europei ad arrivare sull’isola erano guidati dal portoghese Francisco de Almeida. La prima colonia che vi si stabilì chiamò l’isola Ceilão, termine che venno successivamente traslitterato in Ceylon quando il Regno Unite assunse il controllo di quelle terre nel 1796.

Nel 1948, Ceylon ottenne l’indipendenza e divenne “dominion britannico”, dunque membro del Commonwealth ma con maggiori gradi di autonomia. Nel 1972 il paese divenne una repubblica completamente autonoma dal controllo della Corona inglese, e così il paese cambiò nome diventando Sri Lanka. Il nome deriva dalla parola in sanscrito “lamka”, che significa “isola che risplende”, mentre “sri” ha il valore di titolo onorifico.

Nonostante siano passati 39 anni dal cambiamento, molte istituzioni del paese adottano ancora il vecchio nome, come ad esempio la Banca di Ceylon e l’Unione dei Pescatori di Ceylon. Spetterà ora a un ministro, spiega la BBC, il compito di uniformare i nomi di enti e istituzioni a quello della Repubblica nel corso del 2011.

La decisione di cambiare il nome non è stata accolta positivamente da tutti. Secondo i detrattori, cancellare per sempre la parola Ceylon dai nomi delle istituzioni significa rendere più labile il ricordo degli ultimi cinque secoli di esistenza del paese. Altri temono che la scelta possa penalizzare alcuni marchi molto noti, come quelli legati all’esportazione del tè. E forse proprio la dicitura Tè di Ceylon sarà l’unica a non cambiare per non mettere a rischio una delle principali attività economiche del paese.