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  • lunedì 20 Dicembre 2010

Il velocissimo governo italiano

Non è solo il Parlamento a essere stato svuotato del suo potere, in questi due anni

In Consiglio dei ministri si prende una decisione ogni due minuti, scrive Sergio Rizzo

L’allergia di questo governo per le procedure e i dibattiti parlamentari è proverbiale, e in questi due anni molti hanno criticato l’abuso dei decreti legge e l’utilizzo smodato della questione di fiducia per agevolare e sveltire l’approvazione delle norme. L’altra faccia della medaglia di questa frenesia è raccontata oggi da Sergio Rizzo sul Corriere della Sera: persino le decisioni del governo nel consiglio dei ministri sono rapidissime e praticamente prive di dibattito.

Cinquanta minuti. Venerdì 17 dicembre non c’è voluto di più, al Consiglio dei ministri, per approvare nove decreti legislativi, un disegno di legge, un decreto della presidenza e un regolamento, ma anche fare tre nomine, rivedere l’organizzazione dell’Istituto superiore della Sanità, discutere dell’esito di ben cinque conferenze dei servizi, ratificare un paio di modifiche agli statuti trentino e valdostano, sciogliere la Asl di Vibo Valentia e il consiglio comunale di San Procopio per infiltrazioni della criminalità organizzata. Venticinque provvedimenti in cinquanta minuti: in media due minuti ciascuno. Senza considerare il tempo dedicato, durante la stessa riunione, all’esame «di talune leggi regionali» e pure, con straordinaria prontezza, alla faccenda politicamente più delicata: l’estensione delle competenze della Provincia autonoma di Bolzano sul Parco dello Stelvio. Richiesta avanzata a Silvio Berlusconi dalla Sudtiroler Volkspartei, i cui rappresentanti alla Camera (Siegfried Brugger e Karl Zeller) tre giorni prima si erano astenuti durante il voto di fiducia, favorendo così la sopravvivenza del governo del Cavaliere. Una scheda bianca per un pezzo di parco naturale. Cinquanta minuti, formalità comprese: nemmeno Speedy Gonzalez avrebbe fatto più in fretta. Ma la velocità è una straordinaria costante delle riunioni del quarto esecutivo presieduto da Berlusconi. Con o senza quei discoli di Futuro e libertà. Anche quando al governo c’erano i finiani, i quali hanno spesso lamentato la mancanza di dibattito, andava infatti allo stesso modo. La matematica non è un’opinione: dai resoconti di palazzo Chigi si ricava che le 43 riunioni tenute dal Consiglio dei ministri nell’ultimo anno sono durate complessivamente 45 ore e 20 minuti. Mediamente, 63 minuti ognuna.

(continua a leggere sul sito della rassegna stampa del ministero dell’economia)