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  • sabato 11 Dicembre 2010

La Kamčatka protesta per i nuovi fusi orari russi

Il presidente russo Medvedev vuole avvicinare l'ora nel paese a quella di Mosca, ma così nella regione a metà giornata è già buio

Lo scorso marzo il governo centrale aveva già ridotto il numero di fusi orari da undici a nove

Circa tremila persone hanno manifestato nelle ultime ore nella piazza centrale di Petropavlovsk Kamčatskij nell’estremo oriente della Russia, in Kamčatka, gridando «Ridateci indietro il nostro tempo». La popolazione ha protestato contro la scelta del governo centrale di Mosca di cambiare il fuso orario della zona per avvicinare l’orario della regione a quello della capitale. La modifica fa parte della nuova riforma sui fusi orari che il presidente russo Dimitri Medvedev ha proposto nel corso degli ultimi giorni.

Gli abitanti della Kamčatka sono contrari alle nuove modifiche perché temono possano rivelarsi svantaggiose quanto la prima revisione dei fusi orari, quella adottata in primavera dal governo centrale. In seguito alla nuova organizzazione introdotta a marzo, nella regione il buio arriva nel bel mezzo della giornata condizionando le attività produttive delle città dell’area.

Il consumo di energia elettrica, spiegano i manifestanti, è aumentato sensibilmente, e i fondi pubblici non sono sufficienti per illuminare gli edifici delle istituzioni. Per questo motivo le scuole di Petropavlovsk Kamčatskij hanno annullato buona parte dei loro corsi extracurricolari, che solitamente si tengono dopo le lezioni regolari, per risparmiare sulla corrente elettrica. Il più alto numero di ore al buio, ricordano sempre gli autori della protesta, avrebbe inoltre effetti deleteri sulle fasce più deboli della popolazione come i bambini e gli anziani. Per questi motivi gli abitanti della città hanno deciso di manifestare e chiedono al governo locale la possibilità di esprimere la loro contrarietà al nuovo progetto di Medvedev attraverso un referendum.

Lo scorso marzo la Russia ha ottimizzato il proprio sistema di fusi orari, passando da undici a nove. «La minore frammentazione degli orari nel paese ci consentirà di risolvere diversi problemi legati ai trasporti e alle comunicazioni, aumenterà la praticità e rafforzerà la posizione della Russia come un anello importante della catena delle infrastrutture su scala globale» ha ricordato il presidente Medvedev nel corso di un incontro al Cremlino sulla spinosa questione dei fusi orari nel paese.

Al momento del passaggio all’ora legale nel marzo scorso, cinque regioni della Russia – due nella Russia europea e tre nella zona siberiana – hanno mantenuto l’ora solare senza spostare avanti di sessanta minuti gli orologi. Questo ha consentito di ridurre la differenza di orario rispetto a Mosca, come avevano richiesto diverse amministrazioni locali già da alcuni anni.

Nel 2009 Medvedev ipotizzò anche la possibilità di abolire l’ora legale, adottata nel paese da una trentina di anni. Il presidente ha affidato a un gruppo di esperti lo studio dei possibili effetti di un tale provvedimento. Altri ricercatori sono già al lavoro per valutare le conseguenze della riduzione dei fusi orari adottata lo scorso marzo. Se i risultati si riveleranno positivi, il governo russo potrebbe decidere di ridurre ulteriormente il numero di fusi orari, per armonizzare l’orario negli stati della federazione con quello di Mosca.

foto: MIKHAIL KLIMENTYEV/AFP/Getty Images