• Mondo
  • venerdì 26 Novembre 2010

«Scateneremo una spaventosa pioggia di fuoco»

Nuovi colpi di artiglieria sono stati sparati dal Nord anche oggi verso l'isola Yeonpyeong

La Corea del Nord non accetta le esercitazioni militari congiunte annunciate da Corea del Sud e Stati Uniti

La tensione tra Corea del Nord e Corea del Sud continua ad aumentare dopo l’attacco nordcoreano di martedì sull’isola sudcoreana Yeonpyeong. Nuovi colpi di artiglieria dal Nord sono stati sparati anche oggi in direzione dell’isola, dove ormai sono rimaste soltanto poche decine di persone. Non è ancora del tutto chiaro se si sia trattato solo di un’esercitazione.

La Corea del Nord ha minacciato nuovi attacchi militari, sostenendo che le manovre navali annunciate da Corea del Sud e Stati Uniti per domenica prossima stanno spingendo la regione sull’orlo della guerra. Mercoledì Seul e Washington avevano annunciato un’esercitazione militare congiunta nelle acque del Mar Giallo, per rispondere all’attacco nordcoreano che ha causato la morte di due militari e due civili sudcoreani. «Il popolo e l’esercito nordcoreano sono infuriati e si stanno preparando per scatenare una spaventosa pioggia di fuoco», si legge nel comunicato ufficiale diffuso dal regime di Pyongyang «l’escalation del confronto militare porterà alla guerra e quelli che amano scherzare col fuoco andranno incontro alla morte».

Nel frattempo il presidente sudcoreano, Lee Myung-bak, ha nominato l’ex capo di stato maggiore Kim Kwan-jin nuovo ministro della difesa. Il suo predecessore, Kim Tae-young, si è dimesso ieri, travolto dalle critiche per la risposta tardiva e inefficace all’attacco di martedì. L’attacco della Corea del Nord è molto preoccupante non solo per le sue dimensioni – con pochi precedenti nel recente passato – ma anche perché l’isola colpita si trova a pochi chilometri da Inchon, la città del principale aeroporto internazionale sudcoreano, e quindi evidenzia l’estrema vulnerabilità del paese. In Corea del Sud sono presenti ventottomila soldati americani, pronti a intervenire in caso di aggressione da parte del Nord. La presenza militare americana in territorio sudcoreano è un’eredità della guerra di Corea del 1950-1953 e viene spesso usata da Pyongyang come pretesto per la sua necessità di dotarsi di armi nucleari.

Anche la Cina ha lanciato un monito a Stati Uniti e Corea del Sud sulle annunciate manovre militari congiunte previste per domenica che, secondo Pechino, saranno condotte nella sua zona economica esclusiva. «Siamo contrari a tutte le azioni militari non autorizzate all’interno della zona», si legge nel comunicato diffuso oggi dal Ministero degli Esteri cinese «la situazione nella penisola coreana è complicata e tutte le parti devono mostrare moderazione, operare per la distensione e il mantenimento della pace e della stabilità». Nel frattempo – secondo quanto trapelato al termine di un vertice tenuto ieri a Seul – il governo sudcoreano si starebbe apprestando a rafforzare le proprie difese sulle cinque isole al confine con il nord e a rivedere le regole d’ingaggio dei propri militari per dare loro maggiori margini di manovra e metterli in condizione di rispondere non solo a un invasione dal mare, ma anche a colpi di artiglieria come quelli di martedì.

Puntate precedenti: La risposta prudente della Corea del Sud
Tutti gli articoli del Post sulle Coree