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  • sabato 20 Novembre 2010

New York risarcisce gli operai di Ground Zero

Oltre diecimila operai respirarono polveri tossiche, la battaglia durava da sette anni

L'accordo prevede un risarcimento complessivo di 625 milioni di dollari

Durante le operazioni di recupero seguite al crollo delle Torri Gemelle nel 2001, oltre diecimila operai respirarono polveri tossiche perché privi di misure di protezione adeguate. Dopo una battaglia legale di sette anni condotta contro la città di New York, ieri hanno raggiunto un accordo e ottenuto 625 milioni di dollari come risarcimento complessivo.

L’amministrazione di New York era accusata di non avere garantito sufficienti misure di protezione alle persone impiegate nei mesi successivi agli attacchi al World Trade Center, che per questo sono state esposte per mesi all’inalazione di polveri e fumi tossici. L’offerta di chiudere la vertenza settennale accettando il risarcimento è stata accettata dal 95 percento delle persone che  avevano fatto causa. Solo in cinquecentoventi hanno detto di no o non hanno risposto, considerando il risarcimento troppo basso. Un’offerta precedente presentata a marzo era stata respinta dal giudice Alvin Hellerstein, perché considerata troppo sbilanciata a favore dei legali che avevano seguito il processo piuttosto che a favore delle parti lese.

«È un accordo giusto che protegge quelle persone che erano venute in soccorso della città quando ne ha avuto bisogno», ha commentato il sindaco di New York Michael Bloomberg. Anche uno dei legali dello studio che rappresentava la maggior parte dei lavoratori, Paul Napoli, ha detto che si tratta del «migliore risultato che si poteva sperare di ottenere, vista l’incertezza che circondava il caso». Gli atti del processo parlano di diversi tipi di malattie, più o meno gravi. Le più ricorrenti sono quelle legate a problemi respiratori. I medici chiamati a testimoniare al processo hanno documentato moltissimi casi di asma e di diminuzione delle capacità polmonari.

Gli operai hanno avuto due mesi di tempo per decidere se accettare o rifiutare l’offerta. La scadenza per la decisione finale è stata rinviata due volte prima di giovedì. Ora le autorità stabiliranno quanti soldi riceverà ognuna delle persone che hanno vinto la causa, a seconda della gravità delle loro malattie e della possibilità di ricondurle alle sostanze inalate in quei mesi. Secondo gli avvocati, i risarcimenti individuali dovrebbero variare da un minimo di 3.250 dollari a un massimo di 1,8 milioni di dollari. Il Senato degli Stati Uniti a breve dovrà anche votare una legge che metterebbe a disposizione 7,4 miliardi di dollari in forma di cure e assistenza medica per le persone che si sono ammalate in seguito a quelle operazioni.