L’Europa vuole aiutare l’Irlanda

Ieri a Bruxelles si è tenuta una riunione d'emergenza per discutere degli aiuti a Dublino

L'Irlanda continua però a negare di aver bisogno di sostegno economico esterno

In seguito a nuove agitazioni dei mercati, ieri i ministri delle finanze delle nazioni dell’Unione Europea hanno tenuto una riunione d’emergenza a Bruxelles per intensificare il dialogo sulla situazione economica irlandese e sulle possibili misure adottabili per favorirne la ripresa, tra le quali il già ipotizzato prestito di circa 100 miliardi di euro.

Il commissario europeo per gli affari economici e monetari Olli Rehn ha detto che il piano di aiuti dovrebbe concentrarsi sulla ristrutturazione del settore bancario irlandese, che ha enormi problemi di debiti. Rehn ha detto che le autorità di Dublino «si sono impegnate a lavorare» con l’Unione Europea, la Banca Centrale Europea e il Fondo Monetario Internazionale per calmare la recente agitazione del mercato. La dichiarazione cerca di mediare tra il bisogno di ottenere una collaborazione di Dublino e il suo rifiuto ad accettare l’aiuto monetario internazionale.

Il governo irlandese, scrive la BBC, ha ripetutamente negato di aver bisogno di sostegno economico esterno. Ieri mattina, il primo ministro Brian Cowen ha detto in parlamento di non aver mai chiesto un prestito all’Europa, e che l’economia irlandese è stabile almeno fino al prossimo anno. Ha detto che sta lavorando con le altre nazioni europee per gestire il problema del debito, aggiungengo che l’Irlanda non è immune alla crisi economica, ma allo stesso modo di tanti altri paesi.

Secondo Marc Coleman, un analista economico irlandese, la gravità della situazione è stata molto amplificata, anche dai media, che hanno dipinto un ritratto molto diverso dalla realtà dei fatti di un paese che, la scorsa settimana, l’indice di sviluppo umano dell’ONU ha stilato come quinto miglior posto al mondo in cui vivere. È quindi comprensibile che il governo irlandese voglia distaccarsi dall’immagine di un paese in crisi profonda che ha bisogno di sostegno esterno. L’Irlanda, scrive Mark Simpson della BBC, è una nazione orgogliosa.

Ha combattuto una guerra contro la Gran Bretagna per l’indipendenza. Dublino vuole disperatamente cercare di mantenere più controllo possibile sui propri affari. Il ministro del lavoro irlandese, Batt O’Keeffe, ha detto: «Ottenere la sovranità sul paese è stata una vittoria dura e il governo non ha intenzione di concedere quella sovranità a nessun altro». Per l’Irlanda un prestito d’emergenza dall’Europa verrebbe visto come un imbarazzo, un’umiliazione e una fonte di vergogna nazionale.