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  • mercoledì 10 Novembre 2010

Attaccati i cristiani a Baghdad

Diverse esplosioni simultanee hanno ucciso almeno tre persone, decine i feriti

Gli attacchi arrivano a pochi giorni dall'attentato in una cattedrale in cui erano morte circa 50 persone

In poche ore 14 attacchi separati hanno ucciso almeno tre persone e ne hanno ferite altre ventiquattro in diverse case e chiese di sei quartieri di Baghdad abitati principalmente da cristiani, tra cui Camp Sara, Sinaa Street e al-Ghadeer. L’attentato arriva a una settimana e mezzo dall’attacco alla cattedrale della città in cui sono morte più di cinquanta persone, e a un giorno dalla visita del premier Nouri Maliki nella stessa cattedrale.

«Queste bombe mirano a colpire la comunità cristiana, come continuazione dell’attacco del 31 ottobre alla Chiesa della Salvezza», ha detto una fonte interna al ministero dell’interno iracheno.

L’attentato alla cattedrale era stato rivendicato da Al Qaida, che aveva poi minacciato altre violenze contro i cristiani iracheni. La comunità cristiana afferma di sapere con precisione chi si cela dietro gli attacchi, scrive BBC.

«Non c’è neanche bisogno di dirlo, è ovvio. No vogliamo dire chi o di quale fazione sia. Prima l’attacco alla chiesa e poi questo, è ovvio» ha detto a Reuters un uomo sotto lo pseudonimo Emad.

La corrispondente di Al Jazeera Rawya Rageh ha detto che i cristiani sono diventati un obiettivo dei militanti di Al Qaida soprattutt dal 2003 in poi, quando gli Stati Uniti invasero il paese.

«Abbiamo visto molti cristiani fuggire dall’Iraq tra il 2004 e il 2006, il loro numero è diminuito di un terzo [ne sono rimasti circa 600mila, scrive BBC]. Questo nuovo attacco riporta la comunità cristiana nel caos degli anni scorsi».

Younadem Kana, un parlamentare cristiano, ha incolpato la polizia e l’esercito iracheno per non essere stati in grado di proteggere la comunità nonostante l’aumento delle misure di sicurezza nella capitale. I rappresentati cattolici parlano di una comunità spaventata e confusa.

«La gente è in panico. Vengono da noi, nelle nostre chiese, a chiederci cosa dovrebbero fare. Ciò che è successo ci ha distrutti» ha detto Saad Sirap Hanna, un prete della chiesa di Santo Stefano di Baghdad.