Cosa dirà oggi Fini?

Due versioni agitano la mattina dei media: quella "tedesca" conservativa e quella di un nuovo governo

Foto Roberto Monaldo / LaPresse
06-11-2010 Bastia Umbra (Perugia)
Politica
Prima convention nazionale di Futuro e Liberta'
Nella foto Gianfranco Fini

Photo Roberto Monaldo / LaPresse
06-11-2010 Bastia Umbra (Perugia)
1th national convention of Future and Freedom party (FLI)
In the photo Gianfranco Fini
Foto Roberto Monaldo / LaPresse 06-11-2010 Bastia Umbra (Perugia) Politica Prima convention nazionale di Futuro e Liberta' Nella foto Gianfranco Fini Photo Roberto Monaldo / LaPresse 06-11-2010 Bastia Umbra (Perugia) 1th national convention of Future and Freedom party (FLI) In the photo Gianfranco Fini

A chi non sta nella pelle nell’attesa dell’intervento di Fini al convegno di Futuro e Libertà di oggi pomeriggio, i media propongono stamattina due ipotesi su quello che Fini dirà e le sue conseguenze. La prima circola sulle agenzie da stamattina e sta venendo molto ripresa (in apertura su Corriere.it) e ha origine da un’intervista al domenicale tedesco Welt Am Sonntag: quindi non dev’essere giocoforza freschissima (difficile immaginare che ieri, alla vigilia di questa giornata, Fini si mettesse a chiacchierare coi tedeschi). Rispetto al futuro del governo, la posizione espressa da parte del leader di Futuro e Libertà è conservativa: resteremo nel governo, Berlusconi deve governare, eccetera.

Un simile atteggiamento è però smentito stamattina dai retroscena pubblicati da Stampa e Repubblica e che aprono le homepage dei rispettivi siti: per i quali Fini chiederà a Berlusconi di dimettersi, avviare una crisi di governo e formarne uno nuovo con l’appoggio dell’UDC.

Fini non staccherà la famosa spina, non dovrebbe aprire formalmente la crisi di governo, ma chiederà a Silvio Berlusconi di farlo lui un passo verso il Quirinale, proponendo al Capo dello Stato un nuovo governo. Con lo stesso presidente del Consiglio, ma che allarghi la maggioranza anche al partito che ha fatto opposizione con maggiore misura, l’Udc di Pier Ferdinando Casini. Anche se gli ultimi dettagli dell’attesissimo discorso saranno messi a punto stamattina dopo la lettura dei giornali.

Repubblica è invece più sicura:

Il Cavaliere deve salire al Colle e dimettersi. Per andare alle urne? Per lasciare spazio a un governo tecnico? Niente affatto. “Gli italiani hanno scelto Berlusconi e deve essere lui a provare a dar vita a una nuova maggioranza. Non siamo ribaltonisti”. Un nuovo governo per una nuova maggioranza, non un Berlusconi-bis. Una maggioranza di “responsabilità nazionale”, aperta ai parlamentari che ci stanno, in primis quelli dell’Udc. Un governo di “unità nazionale”. Con alcune priorità, in testa lo sviluppo e il lavoro, la lotta alla precarietà, il taglio della spesa improduttiva e gli investimenti nell’università. E i 5 punti del Cavaliere? Roba vecchia. Su questa linea Fini terrà insieme falchi e colombe.