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  • sabato 6 Novembre 2010

Il viaggio di Obama in Asia

Il presidente è appena arrivato in India, dove cercherà di rafforzare la collaborazione contro il terrorismo

Il viaggio mira a stringere legami commerciali con l'Asia e mettere sotto pressione la Cina

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama è arrivato in India da un paio d’ore. A pochi giorni dalla sconfitta dei democratici alle elezioni di mid-term, Obama ha iniziato un viaggio di una settimana e mezzo in Asia, dove visiterà India, Indonesia, Corea del Sud e Giappone. Il blog The Lede del New York Times riassume così i motivi del viaggio.

La missione ha obiettivi che riguardano la sicurezza globale, il commercio e l’economia internazionale, nel tentativo di migliorare i legami culturali, prevenire il terrorismo e portare avanti rapporti personali di diplomazia. Cenerà con i leader stranieri, darà un discorso sull’Islam e parteciperà a riunioni sulla finanza globale.

La regione asiatica è una delle più delicate dal punto di vista diplomatico ed economico, e il viaggio di Obama ha già incontrato e incontrerà diverse difficoltà, sia in patria che all’estero. Le due nazioni in cui la situazione è più delicata per Obama sono India e — nonostante non sia tra i paesi visitati — Cina.

Cina

Alla vigilia delle elezioni Obama ha dichiarato che lo scopo principale è stringere legami commerciali con i paesi asiatici per creare occupazione negli Stati Uniti.

«L’obiettivo primario è quello di prendere una serie di aziende americane e aprire i mercati per poter vendere in Asia, uno dei mercati che sta crescendo più velocemente al mondo, e creare posti di lavoro negli Stati Uniti».

Nel corso di queste settimane, il governo Obama ha, più e meno velatamente, incolpato la concorrenza sleale cinese della disoccupazione americana. Uno degli obiettivi principali del viaggio è mettere sotto pressione la Cina, in qualche modo “accerchiandola”, come già ha iniziato a fare il segretario di stato Hillary Clinton nella sua visita a nove paesi dell’estremo Oriente.

Con la collaborazione delle altre nazioni asiatiche gli Stati Uniti vogliono cercare di portare Pechino a rispettare la concorrenza nei mercati internazionali, a rivedere le proprie politiche sui diritti umani e più in generale ad agire in modo da mantenere una stabilità regionale.

«Il presidente visiterà India, Indonesia, Sud Corea e Giappone ovvero quattro grandi democrazie dell’Asia nostre alleate e l’obiettivo è sottolineare l’importanza della Cina per assicurare stabilità e prosperità regionale» ha spiegato Mike Hammer, portavoce del consiglio della Sicurezza nazionale.

Obama incontrerà il presidente cinese Hu Jintao durante la tappa a Seul, in Corea del Sud, dove si terrà l’incontro del G20. La scorsa settimana il nuovo consigliere per la sicurezza nazionale, Chuck Donovan, e il consigliere uscente per gli Affari economici, Larry Summers, sono andati a Pechino per anticipare al governo cinese i progetti del presidente Obama.

India

Nei giorni scorsi sono sorte le proteste dei partiti di sinistra del paese, che accusano gli Stati Uniti di non star facendo il possibile per aiutarli a sconfiggere il terrorismo. L’India sente ancora la ferita dagli attentati di Mumbai del 2008, quando i terroristi islamici pakistani uccisero 173 persone in diversi attacci coordinati, e in diversi credono che il governo americano stia nascondendo informazioni utili sull’attentato e i sui suoi responsabili.

Non è quindi un caso se le prime due cose che ha scelto di fare Obama appena arrivato questa mattina sono una visita al memoriale in ricordo delle vittime e un discorso di commemorazione. Oltre al tentativo di migliorare i legami economici, tranquillizzare l’India e i suoi cittadini sulla collaborazione alla lotta del terrorismo è uno degli obiettivi del viaggio.

«La visita di Obama a Mumbai simboleggia la percezione condivisa di Stati Uniti e India sul terrorismo. Dovrebbe portare a un rafforzamento degli sforzi di controterrorismo» ha detto V.P.Malik, l’ex capo dell’esercito.

La scelta di andare direttamente in India saltando Islamabad ha innervosito il Pakistan, che teme il rafforzamento di un’alleanza degli Stati Uniti con l’India. Dopo aver preso parte alle commemorazioni, il presidente parteciperà a una riunione su temi economici e commerciali insieme ad altri leader della regione. Dopo l’India, Obama si dirigerà in Indonesia dove terrà un “discorso all’Islam”. Si sposterà poi in Corea del Sud e infine a Yokohama, in Giappone, per il vertice dell’Apec dove si dovrebbe incontrare con il presidente russo Dimitri Medvedev.

Il costo del viaggio

Negli ultimi giorni di è discusso molto dei costi del viaggio. La notizia ha girato come un passaparola, partito da una fonte anonima indiana secondo la quale gli Stati Uniti spenderebbero “200 milioni di dollari al giorno” per la visita di Obama in Asia, circa la cifra che spende quotidianamente nella guerra in Afghanistan. La cifra ha fatto infuriare molti cittadini americani, che vedono la spesa esagerata, specie in un momento di lento recupero economico come questo. CNN cerca di fare chiarezza, smontando le cifre e arrivando a concludere che 200 milioni di dollari sono sicuramente una stima esagerata, come dichiarato anche dalla portavoce del governo Amy Brundage.