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  • venerdì 5 Novembre 2010

Precipitano due aerei in Pakistan e a Cuba, nessun sopravvissuto

68 morti, tra cui un italiano, sull'aereo partito da Santiago de Cuba e diretto a L'Avana

22 morti sull'aereo ENI partito da Karachi, il pilota ha perso il controllo un minuto dopo la partenza

Durante la notte italiana nel mondo sono precipitati due aerei, uno a Cuba e uno in Pakistan. In entrambi i casi non ci sono stati sopravvissuti.

Sono 68 i morti del volo 883 della Aero Caribbean, partito da Santiago de Cuba e diretto a L’Avana di cui si sono perse le tracce alle 17.42 ora locale, subito dopo la richiesta di aiuto del pilota. L’aereo è poi precipitato nei dintorni del villaggio Guasimal nella provincia montuosa di Santi Spiritus, a pochi chilometri dalla più grande riserva di Cuba, Zaza. Le autorità non hanno rilasciato dettagli sulle dinamiche dell’incidente, limitandosi a dire che è in corso un’inchiesta.

Sull’aereo viaggiavano 61 passeggeri e 7 membri dell’equipaggio, di cui 40 cubani, 9 argentini, 7 messicani, 1 venezuelano, 3 olandesi, 2 austriaci, 1 francese, 1 spagnolo, 2 tedeschi, 1 italiano, 1 giapponese. L’Aero Caribbean è la compagnia aerea statale cubana, e Reuters nota come siano stati diversi gli incidenti avvenuti negli scorsi vent’anni agli aerei di Cuba, quasi tutti avvenuti ad aerei costruiti in Russia.

In Pakistan è precipitato un piccolo aereo charter noleggiato dall’azienda italiana ENI, su cui viaggiavano 20 persone più due membri dell’equipaggio. Tutti i passeggeri a bordo lavoravano per l’azienda italiana e, dicono le autorità, erano principalmente di nazionalità pakistana. Non è però ancora chiaro se ci fossero stranieri a bordo, e le autorità stanno ora lavorando per estrarre i corpi dai rottami e identificare le vittime.

L’aereo è partito alle 7.13 ora locale, e solo un minuto dopo il decollo uno dei motori ha preso fuoco. Il pilota ha cercato di tornare indietro per atterrare, ma l’aereo è precipitato prima di riuscire a raggiungere l’aeroporto di Pehalwan Goath. Il piccolo aereo charter era diretto verso il giacimento petrolifero vicino a Bit Shah, nella provincia di Sindh, 190 km a nordest di Karachi.