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  • mercoledì 3 Novembre 2010

San Francisco vieta gli Happy Meal ai bambini

Le catene di fast-food non potranno più dare giocattoli gratuiti insieme a pasti troppo grassi

McDonald's ha dichiarato che il diritto di decidere cosa sia giusto o meno per i propri figli deve spettare ai genitori, non al governo

Il “consiglio di supervisione” di San Francisco ha votato per proibire gli Happy Meal di McDonald’s — e gli altri pasti con un numero eccessivo di calorie che contengono giocattoli gratuiti — dai ristoranti della città. Sotto l’ordinanza, che sarà attiva dal dicembre 2011, i locali di ristorazione potranno includere giocattoli solo nei pasti che, tra cibo e bevanda, contengono meno di 600 calorie, di cui meno del 35 per cento provenienti da grassi. San Francisco diventa così la prima grande città americana a prendere una decisione simile, nella speranza che l’ordinanza possa diminuire il tasso di obesità infantile, in continua crescita negli Stati Uniti.

«Facciamo parte di un movimento che sta facendo passi avanti nel programma di legislazione del cibo» ha detto il supervisore Eric Mar, che ha sostenuto l’ordinanza. «Da San Francisco a New York, l’epidemia di obesità infantile sta nuocendo ai nostri bambini, in particolari quelli dei quartieri più poveri. È una questione di sopravvivenza, da affrontare giorno per giorno».

L’ordinanza richiede inoltre che qualsiasi pasto per bambini debba contenere una quantità minima di frutta e verdura. Il sindaco della città, Gavin Newsom, è contrario alla decisione, ma i supervisori hanno votato superando di un voto la soglia sotto la quale Newsom avrebbe avuto la possibilità di mettere il veto. Quindi, a meno che uno dei supervisori non cambi idea, l’ordinanza non incontrerà ostacoli.

McDonald’s non è l’unica catena di fast-food che offre giocattoli nei pasti per bambini, ma il suo dominio del mercato l’ha portata ad essere l’oppositore di riferimento in una battaglia di cui si è parlato molto sui giornali, in televisione e online. Subito dopo il voto, la portavoce di McDonald’s Danya Proud ha espresso il disappunto della società.

«Siamo molto dispiaciuti per questa decisione. Non è ciò che vogliono i nostri clienti, non è quello che chiedono. L’opinione pubblica è ampiamente contro questa decisione. I genitori ci dicono che la responsabilità e il diritto di decidere cosa sia giusto o meno per i figli deve spettare a loro, non al governo».

Daniel Conway, portavoce dell’Associazione Ristoratori della California, ha protestato contro l’ordinanza facendo riferimento ai festeggiamenti dei Giants, la squadra di baseball della città, per la vittoria del campionato.

«Un giorno sei il campione del mondo, e il giorno dopo ti tolgono i giocattoli.»

Ha poi spiegato che l’industria potrà reagire all’ordinanza in molti modi diversi. Qualcuno potrebbe continuare a includerli nei pasti ma facendoli pagare, altri potrebbero allinearsi alla nuova legge e qualcuno potrebbe addirittura smettere di servire offerte speciali ai bambini. Proud, di McDonald’s, dice che la catena offre già soluzioni più salutari per i bambini, come la possibilità di sostituire le patatine con fette di mela.