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  • mercoledì 3 Novembre 2010

Cade il governo in Kosovo

Era in carica dall'indipendenza del 2008, le nuove elezioni si terranno il 12 dicembre

La crisi è iniziata lo scorso settembre, dopo le dimissioni del presidente Fatmir Sejdiu

Il parlamento del Kosovo ha votato oggi una mozione di sfiducia, portando alla caduta del governo in carica dall’indipendenza del 2008 a oggi. «Il vostro voto è un nuovo inizio per il Kosovo» ha detto il primo ministro Hashim Thaci ai parlamentari prima della votazione. La data delle elezioni è già stata fissata al 12 dicembre.

La crisi è iniziata lo scorso settembre, quando il presidente Fatmir Sejdiu si era dimesso dopo che la Corte Costituzionale aveva decretato l’incompatibilità del suo ruolo di capo dello stato con quello di capo del suo partito. Sejdiu aveva poi ritirato sei ministri dal governo, rompendo la coalizione con il primo ministro. Dall’indipendenza in poi i due partiti al governo — il Partito Democratico del Kosovo (PDK) di Thaci e la Lega Democratica del Kosovo (LDK) di Sejdiu — si erano scontrati ripetutamente su diverse questioni politiche.

Reuters scrive che la caduta del governo potrebbe complicare la collaborazione con la Serbia su questioni quotidiane e fondamentali come il commercio, la regolamentazione su carte d’identità e documenti, l’elettricità, i servizi postali. Porterà inoltre, molto probabilmente, alla sospensione temporanea della privatizzazione della società di telecomunicazione del Kosovo, che avrebbe fruttato alle casse dello stato tra i 300 e i 600 milioni di euro.

Le nuove elezioni saranno un test importante per il Kosovo, che non ha ancora avuto istituzioni abbastanza forti e indipendenti. Nel paese sono ancora presenti 10mila uomini della NATO che si occupano di mantenere la pace, al fianco di 2mila tra forze dell’ordine, giudici e procuratori dell’Unione Europea. L’indipendenza del Kosovo è stata riconosciuta finora da 71 paesi, tra cui l’Italia, ed è ipotizzabile che gli ultimi disordini parlamentari non faciliteranno il processo di riconoscimento delle altre nazioni, tra cui Serbia, Russia, Cina, Spagna e Grecia.