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  • domenica 31 ottobre 2010

La rivincita degli zombie

Inizia oggi negli Stati Uniti e domani in Italia la serie tv "The walking dead"

Il New York Times scrive che è "sorprendentemente spaventosa e decisamente bella"

Dopo i vampiri sembra essere arrivata, o meglio tornata, l’ora degli zombie. Inizia questa sera negli Stati Uniti e già domani in Italia (FOX, canale 110 di Sky, ore 22.45) The Walking Dead, una serie televisiva ambientata in un America post-apocalittica in cui gli zombie hanno invaso le città e i pochi sopravvissuti devono riuscire a resistere in qualche modo. La stampa americana intera ha promosso a pieni voti la serie, diretta da Frank Darabont (il regista di Le ali della libertà e Il miglio verde) e tratta dal fumetto omonimo di Robert Kirkman, uno dei più amati dagli appassionati del genere. Sul Post avevamo già scritto di The Walking Dead nella Guida alle nuove serie tv americane.
https://www.youtube.com/watch?v=ymQnIeC06QY

Il protagonista della storia è Rick Grimes, vicesceriffo di una piccola città che risvegliandosi da un coma in cui era caduto dopo una sparatoria si ritrova in un paese distrutto e abbandonato. O, meglio, popolato (quasi) unicamente da esseri non morti che si aggirano per le strade emettendo grugniti alla ricerca di persone da mangiare. La prima stagione della serie è composta di sei episodi, di cui il primo lungo 90 minuti, ed è prodotta dal canale via cavo AMC, lo stesso di altre tre serie molto apprezzate, Mad Men, Breaking Bad e Rubicon.

Alessandra Stanley sul New York Times definisce la serie “sorprendentemente spaventosa e decisamente bella”, in grado di combinare “suspanse elegante a disgustose scene da film splatter”, rispettando l’estetica del fumetto da cui è tratta. James Poniewozik su Time intitola la propria recensione Cadaveri squisiti e scrive che la “parte più spaventosa non è quello che fanno i cadaveri animati, ma quello che i sopravvissuti sono portati a fare».

Il primo episodio dipinge uno scenario postapocalittico convincente, sia dal punto di vista visivo che emotivo. Sì, fornisce una serie di scene di devastazione straordinarie, ma quello che impressiona e terrorizza di più riguarda gli umani. Come rimanere attaccati alla propria morale, alle proprie leggi e alla propria fede quando non hai nessuno intorno che ti costringe a farlo? Come ci si può sentire quando gli zombie in strada — quelli che devi uccidere, altrimenti sarai ucciso — sono i tuoi amici e la tua famiglia? Una sottotrama nella trama, in cui un amico di Rick e suo figlio sono rimasti soli in una casa, ricorda il romanzo apocalittico di Cormac McCarthy La strada.

The Walking Dead è piaciuta molto anche a Nancy Dewolf Smith del Wall Street Journal. Secondo lei la serie è molto di più di un intrattenimento horror grazie alla sua “grandiosità cinematografica”, dovuta tanto a una trama realistica quanto a regia, fotografia e colonna sonora.

La serie diventa mozzafiato soprattutto nei suoi dettagli, dove il dolore e la gioia degli esseri umani sono raccontate unicamente attraverso il guizzo della regia. Capiamo presto che la serie potrà essere qualcosa di speciale, quando il vicesceriffo Grimes incontra una zombie strisciante, troppo ferita per potersi unire agli altri zombie. È devastata, ridotta a tronco, testa e braccia, e si trascina orribilmente lo scheletro delle gambe con sé. In quel momento, Grimes può solo sentire pena per lei. «Mi dispiace sia capitato a te», le dice prima di spararle un proiettile in testa.

Nei giorni scorsi, per pubblicizzare la messa in onda del primo episodio, gruppi di persone vestite e truccate da zombie hanno invaso ventisei città di tutto il mondo. Questo è il video dell’attacco della settimana scorsa allo Stadio Olimpico durante la partita tra Lazio e Cagliari.

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