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  • domenica 24 Ottobre 2010

Il nuovo bin Laden?

Si chiama Ilyas Kashmiri, e sembra essere il terrorista islamico più pericoloso in circolazione

Ha combattuto in India, Pakistan e Afghanistan, dove ha perso un occhio e un dito

Ilyas Kashmiri è nato nell’area pakistana del Kashmir nel 1964. Ha combattuto i sovietici in Afghanistan e gli indiani in Pakistan e nella stessa India. Ha conoscenze e contatti con buona parte dei gruppi terroristici mediorientali e non solo, e il suo nome è stato collegato ad attentati — a volte sventati — in Danimarca, Germania, Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti. Negli scontri contro i russi ha perso un dito indice e un occhio, e da allora nelle poche fotografie che lo ritraggono indossa sempre gli occhiali da sole. Cambia spesso colore della barba, e l’hanno scorso la sua presunta morte ne ha amplificato la leggenda. Ilyas Kashmiri, scrive Newsweek, è forse il terrorista più pericoloso che l’Occidente si trova ad affrontare, un degno sostituto di bin Laden.

«Riesce a far collaborare chiunque», ha detto un funzionario dell’intelligence americana sotto anonimato che ha osservato attentamente l’ascesa di Kashmiri. […] Un ufficiale dell’esercito pakistano che segue le tracce dei militanti, anch’egli rimasto anonimo, ha detto che «la capacità di leadership di Kashmiri e le sue connessioni con militanti pakistani e stranieri lo rendono l’uomo più pericoloso per il Pakistan, l’Europa e gli Stati Uniti» […] Un membro dell’intelligence pakistana ha detto che «Kashmiri è la persona con più esperienza nel pianificare gli attentati, scegliere gli obiettivi e mettere in campo gli uomini».

La maggior parte dei leader di Al Qaida è di origine araba, ed è raro che un uomo proveniente dal sud dell’Asia possa prendere parte ai meeting che si tengono nella regione di Waziristan. Nonostante sia pakistano, Kashmiri ha preso parte a quasi tutti questi incontri. Una delle guardie del corpo del leader di Al Qaida in Libano ha detto che Kashmiri è l’unico non-arabo che abbia mi visto a quelle riunioni. «È venuto a tutti gli incontri più riservati. Può andare a riunioni e in aree che sono negate anche a qualcuno degli stessi leader arabi di Al Qaida».

Al momento, le informazioni su di lui dicono che sia interessato soprattutto al reclutamento di occidentali. Secondo un funzionario dell’intelligence europea Kashmiri è «il più importante punto di contatto tra Al Qaida e il reclutamento in Occidente». Per avere un’idea del suo lavoro in questo senso, basta pensare a David Coleman Headley, l’americano-pakistano che sta scontando l’ergastolo per aver pianificato gli attacchi di Mumbai di due anni fa in cui sono morte 164 persone. Il dipartimento di giustizia americano ha accusato Kashmiri di aver lavorato con lui nel 2008, subito dopo gli attentati, per pianificare nuovi attacchi in India e in Occidente. Kashmiri è stato condannato anche per aver giocato un ruolo fondamentale (sempre insieme a Headley) nell’attacco alla redazione del quotidiano danese Jyllands-Posten che aveva pubblicato le vignette satiriche su Maometto. Secondo il dipartimento di giustizia Headley non sarebbe il suo unico contatto negli Stati Uniti, ed esisterebbero delle intercettazioni tra Kashmiri e un agente sotto copertura, naturalizzato cittadino americano.

Il recente aumento degli attacchi di droni nel Nord Waziristan, in Pakistan, è arrivato in seguito alle confessioni di Ahmed Siddiqui, un tedesco di origine afghana addestratosi sotto la guida Kashmiri, che ha rivelato l’esistenza di piani terroristici che miravano a colpire la Gran Bretagna e la Germania. Pare che i droni abbiano bloccato almeno temporaneamente gli attacchi, ma non sembrano aver colpito Kashmiri.