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  • sabato 16 ottobre 2010

Seoul si prepara per il G20 con 50mila poliziotti

Le autorità coreane temono scontri e violenze con i manifestanti e hanno preparato leggi speciali e un enorme spiegamento di forze

In Corea del Sud 50mila poliziotti si stanno preparando per organizzare le misure di sicurezza del G20, che si terrà nel paese asiatico l’11 e il 12 novembre prossimi. Le autorità della Corea del Sud hanno deciso di impegnare così tanti agenti in vista delle numerose manifestazioni annunciante dagli attivisti contro la riunione dei rappresentanti dei venti paesi più industrializzati del mondo. In un raggio di due chilometri dall’area in cui si terrà il summit sarà vietata qualsiasi forma di manifestazione dall’8 al 12 di novembre.

La Corea del Sud vuole gestire al meglio l’evento, che darà per due giorni molta visibilità al paese, e per questo motivo il parlamento ha da poco approvato una legge speciale, già entrata in vigore, che dà molti più poteri alla polizia e anche all’esercito per le azioni di sicurezza e contenimento nel corso delle manifestazioni. Sindacati, organizzazioni non governative e attivisti hanno confermato di voler mettere in atto manifestazioni e azioni dimostrative per protestare contro il G20 e la globalizzazione dei mercati. Secondo i movimenti, i grandi volumi di affari resi possibili dall’economia globalizzata avrebbero di fatto compromesso la sicurezza del posto di lavoro e diminuito la forza e il valore dei diritti dei lavoratori.

Altri manifestanti protesteranno per ragioni interne che interessano strettamente la Corea del Sud. Tra i piani più contestati ci sono i progetti per l’espansione della capitale Seoul che danneggerebbe le aree più degradate della città. Le proteste saranno anche indirizzate contro le politiche per lo stato sociale del paese e per richiedere rimborsi e indennizzi per le vittime di guerra. Ogni manifestazione dovrà essere autorizzata.

Le autorità coreane temono possano ripetersi gli episodi di violenza verificatisi nel corso degli ultimi G20 in altre aree del mondo come il Canada e la Gran Bretagna. Durante il summit a Toronto dello scorso giugno, centinaia di manifestanti sono stati arrestati dalle forze dell’ordine in seguito a numerosi casi di violenza e vandalismo come automobili in fiamme e vetrine dei negozi distrutte. La Corea del Sud impiegherà alcune migliaia di agenti specializzati in arti marziali, che negli ultimi giorni hanno potuto dimostrare la loro preparazione nel corso di alcune dimostrazioni per la stampa (come illustrato dalle due foto qui sopra).

I capi di stato e di governo che parteciperanno al G20 di Seoul si confronteranno principalmente su quattro tematiche legate all’economia:

1. Mantenere la ripresa in corso per uscire dalla crisi economica studiando nuove soluzioni per la crescita e per riportare i mercati finanziari a una piena autonomia.

2. Creare un piano comune per rendere la crescita più forte, bilanciata e sostenibile attraverso l’impegno di ogni singolo stato a seconda delle proprie possibilità e capacità.

3. Rendere più forti e solide le regole del sistema finanziario attraverso maggiori sistemi di controllo e verifica per evitare le cause che hanno portato all’ultima crisi economica, come i famosi “titoli tossici”.

4. Modernizzare le istituzioni finanziarie internazionali, come il Fondo Monetario Internazionale, che non è stato in grado di reagire con la dovuta prontezza per attenuare da subito gli effetti che hanno portato alla crisi economica.

Oltre a questi impegni di massima, l’agenda del G20 prevede anche numerosi incontri tra i governanti e i capi di stato delle grandi potenze, che si potranno confrontare su temi maggiormente specifici. I paesi che fanno parte del G20 sono Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, India, Indonesia, Italia, Giappone, Corea del Sud, Messico, Russia, Arabia Saudita, Sudafrica, Turchia, Gran Bretagna e Stati Uniti cui si aggiunge come ventesimo partecipante l’Unione Europea.

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