Ghiaccio bollente

Le immagini della NASA che confermano la riduzione dei ghiacci nell'Artico dopo il nuovo minimo stagionale dell'estate

A questi ritmi, tra 10 o 15 anni l'area dell'Artico potrebbe essere libera dai ghiacci nel periodo estivo

Nel mese di settembre, i ghiacci dell’Artico hanno raggiunto il loro minimo stagionale. La superficie di ghiaccio rilevata dai satelliti della NASA era pari a 4,6 milioni di chilometri quadrati, il terzo dato più basso da quando l’ente spaziale statunitense tiene traccia dell’estensione dei ghiacci nell’Artico. Il minimo finora registrato risale al 2007, quando l’area complessiva rilevata fu pari a 4,13 milioni di chilometri quadrati. Il dato di quest’anno, dicono gli esperti della NASA, conferma la progressiva riduzione dei ghiacci iniziata nei primi anni Settanta.

La mappa qui sotto è stata realizzata grazie alle informazioni fornite dall’Advanced Microwave Scanning Radiometer, un sistema di rilevazione installato sul satellite Aqua della NASA in orbita dal 2002 e utilizzato per studiare il ciclo dell’acqua sulla Terra (evaporazione, precipitazione, condensazione). Le aree in bianco sono quelle coperte maggiormente dai ghiacci, mentre le aree rappresentate in azzurro sono quelle in cui la concentrazione è più bassa. La traccia in giallo raffigura, invece, l’estensione media dei ghiacci nell’Artico tra il 1979 e il 2000. Quest’anno le aree più sguarnite nel periodo di minimo sono state quelle nell’area settentrionale dell’Alaska e nella zona orientale della Siberia.

Il periodo di minimo dei ghiacci è stato rilevato il 10 settembre scorso, ma a differenza degli anni precedenti il processo di formazione del nuovo ghiaccio è iniziato rapidamente. Per capirlo basta osservare le due immagini qui sotto che rappresentano il Mare della Siberia orientale: la prima è stata scattata il 12 settembre, mentre la seconda il 14. In un paio di giorni i margini dei ghiacci si sono modificati sensibilmente e sulla superficie dell’acqua appaiono nuovi strati ghiacciati in fase di formazione (le aree più chiare).

Il processo di formazione del nuovo ghiaccio si è però arrestato pochi giorni dopo e fino al 19 settembre. Secondo Walt Meier, ricercatore presso il National Snow and Ice Data Center (NSIDC), l’ultima coda di scioglimento dei ghiacci sarebbe stata condizionata dalla qualità stessa del ghiaccio, poco compatto e dunque soggetto all’effetto dei venti e dei moti ondosi che possono disgregarlo.

Le rilevazioni della NASA confermano la progressiva riduzione dell’estensione della banchisa artica rilevata nel corso degli ultimi anni ad ogni ciclo. Una delle ipotesi è che il minore volume di ghiaccio nel periodo estivo sia dovuto al riscaldamento globale. Nella peggiore delle ipotesi, il ghiaccio artico potrebbe scomparire quasi completamente nel periodo estivo. Secondo gli scienziati, se l’andamento registrato negli ultimi anni dovesse continuare, nei prossimi 10 – 15 anni le acque dell’Artico potrebbero essere completamente libere dai ghiacci durante l’estate.