La NASA sta per licenziare 1200 impiegati

Sono i primi effetti della progressiva chiusura del programma spaziale dello Shuttle, che volerà ancora una volta nel 2011

I licenziamenti arrivano a due giorni di distanza dall'approvazione del nuovo budget per l'ente spaziale

Oltre 1200 impiegati della NASA hanno iniziato oggi il loro ultimo giorno di lavoro presso l’ente spaziale. Buona parte dei dipendenti ha lavorato per anni ai programmi spaziali dello Shuttle, alcuni da più di vent’anni, spiega la CNN. La NASA sta progressivamente abbandonando l’utilizzo degli Shuttle per inviare in orbita gli astronauti, concentrando le proprie ricerche su un sistema più economico e sostenibile per i viaggi spaziali: si stima che con la chiusura definitiva del programma spaziale dello Shuttle novemila persone perderanno il posto di lavoro o saranno destinate a nuovi incarichi.

La prima fase di licenziamenti arriva a due giorni di distanza dall’approvazione del budget per la NASA messo a disposizione dal governo statunitense. Grazie al via libera del Congresso al NASA Reauthorization Act, l’ente spaziale potrà fare affidamento su nuovi finanziamenti per 19 miliardi di dollari. Per rendere operativa la legge manca ancora la firma del presidente Obama.

Secondo Lori Garver, responsabile dell’amministrazione della NASA, i nuovi finanziamenti non muteranno particolarmente il piano di chiusura del programma spaziale dello Shuttle. La cifra complessiva è stata delineata, ma mancano ancora le singole voci di spesa per le decine di programmi gestiti dall’ente spaziale. Toccherà al Congresso definire le priorità, ma perché questo avvenga occorrerà attendere le elezioni di metà mandato di novembre.

A uscire vincitori questa volta potrebbero essere principalmente i responsabili del progetto Orion, un’astronave di nuova generazione in grado di trasportare quattro o sei astronauti in orbita utilizzando Ares I, un lanciatore simile a quelli utilizzati per portare nello spazio i satelliti. Il nuovo sistema di trasporto ricorda quello delle missioni Apollo, anche se impiega soluzioni tecnologiche molto più complesse e moderne.

Durante lo scorso mese di gennaio, Obama aveva annunciato di voler ridimensionare i progetti spaziali statunitensi, concentrandosi su obiettivi meno ambiziosi e più facilmente raggiungibili rispetto a un ritorno sulla Luna o all’annunciato piano per arrivare su Marte sostenuto dalla precedente amministrazione di George W. Bush. L’annuncio di Obama, che prevedeva anche la fine del progetto Orion, era stato duramente criticato da numerosi componenti del Congresso e da alcuni storici protagonisti della conquista spaziale come Neil Armostrong, il primo uomo che mise piede sulla Luna nel 1969.

La nuova legge dovrebbe consentire alla NASA di investire fino a 4 miliardi di dollari nella progettazione di un nuovo veicolo spaziale e fino a 7 miliardi di dollari nella creazione di un nuovo lanciatore nel corso dei prossimi tre anni. Non è ancora chiaro se i progetti Orion e Ares I saranno sensibilmente rivisti, ma nella legge è comunque scritto chiaramente che gli appaltatori, gli investimenti e gli impiegati potranno essere trasferiti dai progetti spaziali già in corso, compreso quello storico dello Shuttle.

Per gli appassionati di uno dei programmi spaziali più longevi nella storia dell’esplorazione del cosmo c’è una buona notizia. La legge contempla la possibilità di effettuare ancora un lancio con lo Space Shuttle verso la metà del 2011, prima che l’intera flotta degli Shuttle sia definitivamente dismessa. L’ultima missione sarà affidata allo Shuttle Atlantis e consentirà di portare sulla Stazione Spaziale Internazionale nuovo materiale e approvvigionamenti per proseguire l’implementazione della base orbitale. L’operazione costerà circa mezzo miliardo di dollari. Il nuovo budget prevede anche nuovi investimenti per la ricerca scientifica legata alle scienze della Terra e allo studio dei pianeti e dell’universo.

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