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  • giovedì 30 Settembre 2010

Non sarà ucciso stasera Albert Greenwood Brown

La Corte Suprema della California ha sospeso l'iniezione letale dell'uomo, che aveva stuprato e ucciso una ragazzina nell'80

Oggi scade l'unica dose di anestetico della California, che non potrà rifornirsi prima del 2011

L’esecuzione di Albert Greenwood Brown prevista per oggi è stata annullata e temporaneamente rimossa dal calendario dopo le sentenze di una corte federale e della Corte Suprema della California, che hanno rigettato la richiesta dello Stato di procedere con la pena capitale.

Non si sa quando si terrà l’esecuzione, perché proprio domani scadrà l’unica dose della California di tiopental sodico, l’anestetico usato per alleviare il dolore dell’iniezione letale. E, a causa della scarsità delle scorte di questo farmaco, lo stato probabilmente non riuscirà a rifornirsene prima di diversi mesi.

L’esecuzione di Brown sarebbe stata la prima in California negli ultimi quattro anni. Nel 2006 un giudice federale aveva disposto la sospensione di tutte le esecuzioni perché il metodo usato delle tre iniezioni sembrava violare la norma costituzionale che vieta qualsiasi cruel and unusual punishment (punizione crudele e fuori dal comune). In ben sette casi – su un totale di undici condanne a morte eseguite nella prigione di San Quentin – era stato infatti segnalato che la prima iniezione non era riuscita ad anestetizzare completamente il detenuto, esponendolo a un livello di dolore in aperta violazione con quanto sancito dalla Costituzione americana.

Due giorni fa il governatore della California Arnold Schwarzenegger aveva deciso di sospendere l’esecuzione di Brown per 45 ore, concedendo così agli avvocati il tempo di un nuovo ricorso dopo le polemiche scatenate dalla decisione di venerdì scorso del giudice Jeremy Fogel di riprendere le esecuzioni. Il giudice aveva concesso a Brown soltanto la possibilità di scegliere se essere ucciso con le tre dosi o con una singola dose, come accade negli stati di Washington e Ohio.

Brown era stato condannato nel 1980 per aver stuprato e ucciso una ragazzina di 15 anni. Dopo averla assassinata, aveva cercato il numero di telefono di casa della ragazza nella sua agenda e chiamato i genitori per avvertirli che la figlia non sarebbe tornata a casa. Diverse perizie psichiatre, in seguito, hanno riscontrato in Brown problemi mentali legati alla sfera sessuale.