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  • venerdì 10 Settembre 2010

Il libro che il Pentagono vuole distruggere

Un ex ufficiale dell'esercito ha scritto un libro che conterrebbe più di 200 segreti dell'intelligence

Il Pentagono vuole comprare tutte le copie della prima edizione per distruggerle

Il Pentagono vuole comprare tutte le copie di un libro e distruggerle. Operation Dark Heart (Operazione Cuore Nero), scritto dall’ex ufficiale della Defense Intelligence Agency (DIA) ed ex tenente colonnello dell’esercito Anthony Shaffer, conterrebbe infatti decine e decine di segreti dell’intelligence americana che secondo la Difesa potrebbero mettere a rischio la sicurezza nazionale.

È comune, scrive il New York Times, che l’esercito e l’intelligence rivedano manoscritti per ripulirli da nomi e informazioni che potrebbero danneggiare il loro lavoro. Ma nessuno tra editori e funzionari delle agenzie ricorda un tentativo del Pentagono di distruggere tutte le copie di un libro già stampato.

Nel gennaio scorso i revisori dell’esercito avevano controllato il testo e apportato diverse modifiche, ma approvandolo in definitiva. La casa editrice, St. Martin’s Press, aveva quindi fissato la data di uscita per il 31 agosto. Fino a quando il DIA, a luglio, ha visionato il testo definitivo e ha segnalato oltre duecento passaggi del libro che conterrebbero informazioni riservate e ne ha bloccato la pubblicazione. L’autore ha dichiarato di non aver pubblicato volontariamente dati classificati, e di aver lavorato a stretto contatto con membri dell’esercito per evitare incidenti del genere.

La pubblicazione «potrebbe ragionevolmente causare danni seri alla sicurezza nazionale» ha scritto il direttore del DIA Ronald Burgess in un documento del 6 agosto. Ha detto che i revisori della Central Intelligence Agency (CIA), National Security Agency (NSA) e United States Special Operations Command (USSOCOM) hanno tutti trovato informazioni classificate nel manoscritto.

Ma la mossa del Dipartimento è arrivata troppo tardi: la settimana scorsa diverse copie del libro erano già state spedite ai giornalisti e si potevano trovare online. Il New York Times, per esempio, ne ha ottenuta una la settimana scorsa. Nel manoscritto ci sarebbero i nomi — che dovrebbero rimanere riservati — di ufficiali dell’intelligence che hanno lavorato in operazioni clandestine insieme a Shaffer.

Steven Aftergood, il direttore del Progetto sulla Segretezza Governativa alla Federazione degli Scienziati Americani, ha detto che il caso dimostra come il giudizio su cosa sia classificato e cosa no «è spesso arbitrario e altamente soggettivo». Ma in questo caso, ha detto, è possibile che i revisori del DIA siano informati meglio rispetto alla loro controparte nell’esercito riguardo ai danni che potrebbe fare la pubblicazione.

Aftergood, che nonostante sia un sostenitore del governo trasparente ha criticato duramente Wikileaks, ha detto che la mossa del governo di fermare la distribuzione del libro aumenterà l’attenzione verso le copie attualmente in circolazione. «Il governo sta per rendere famoso questo libro.»

Le tre parti — l’autore, l’editore e il Pentagono — stanno discutendo sulle informazioni che andranno eliminate nella seconda edizione del libro, e sembrano vicine ad un accordo. Rimane il dubbio se il Pentagono comprerà o meno le copie della prima edizione e a che prezzo.

Il libro è un racconto in prima persone dei cinque mesi del Colonnello Shaffer in Afghanistan nel 2003, quando era un ufficiale civile del DIA alla base aerea di Bagram, vicino Kabul, e lavorava sotto copertura con il nome di Christopher Stryker. Dopo un inizio di carriera brillante, è stato licenziato dal DIA nel 2006 dopo una disputa con il Dipartimento della Difesa — Shaffer dichiarò che uno dei terroristi dietro l’Undici Settembre fosse già stato identificato prima dell’attacco, affermazione poi smentita da un’inchiesta — e accuse d’aver violato diverse regole dell’agenzia.