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  • giovedì 9 settembre 2010

No, il golden gol no!

Il presidente della FIFA Blatter ha detto di voler rendere le partite dei mondiali più offensive e divertenti

Tra le ipotesi, ha paventato la possibilità dei rigori alla fine dei 90 minuti e il ritorno dell'odiato golden gol

È raro che le finali dei mondiali di calcio siano belle partite, almeno nel senso tradizionale del termine. Le partite di calcio importanti sono tese e dense d’agonismo, e le dimensioni della posta in palio e la conseguente preoccupazione per i danni provocati da un possibile gol subìto portano le squadre a giocare in maniera accorta, contratta e difensiva, a scapito del divertimento. La FIFA lo sa, e l’ultima Coppa del Mondo giocata in Sudafrica ha confermato questa regola. In quanto a spettacolo, sia la finale che molte altre partite non sono state all’altezza del titolo da assegnare e del valore dei giocatori in campo.

Sepp Blatter, il presidente della FIFA, ha quindi dichiarato oggi di voler trovare un modo per rendere le partite più divertenti e offensive e ha fatto due ipotesi. La prima è l’eliminazione dei tempi supplementari, con l’introduzione dei calci di rigore alla fine dei 90 minuti. La seconda è il ritorno del famigerato golden gol, una regola che non era piaciuta a quasi nessuno degli appassionati di questo sport: con il golden gol — che inizialmente doveva chiamarsi sudden death, morte improvvisa — la prima squadra che segna una rete durante i supplementari vince.

La regola era stata applicata dal 1996 al 2002 — noi ricordiamo particolarmente bene il golden gol di Trezeguet con cui la Francia ci ha sconfitto agli Europei del 2000 — per poi essere eliminata nel 2004, a causa di ripetute critiche da parte di tecnici e appassionati, che lamentavano come snaturasse il gioco senza aumentare il divertimento delle partite.

La questione, ha aggiunto Blatter, non riguarda però solo la finale e le altre partite a eliminazione diretta del torneo, ma è più ampia e coinvolge anche gli incontri dei primi turni, in cui molte squadre si chiudono in difesa per puntare al pareggio.

«Abbiamo visto squadre che andavano in campo solo per difendere e pareggiare. Dobbiamo trovare un modo di incoraggiare il gioco divertente nei tornei come i mondiali, spingendo le squadre a giocare per vincere»

Un team di esperti tecnici — presieduto da Reynald Temarii, ex giocatore francese, e composto tra gli altri dall’ex allenatore argentino vincitore del mondiale ’86 Carlos Bilardo e dall’ex giocatore della nazionale brasiliana Romario — si incontrerà il prossimo 18 ottobre per studiare le possibili soluzioni al problema in vista dei mondiali del 2016 in Brasile. Dieci giorni dopo, il 28 e il 29 ottobre, il team proporrà poi le sue idee alla commissione FIFA in una riunione a Zurigo.

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