• Scienza
  • giovedì 2 Settembre 2010

Il Titanic in 3D

Una nuova spedizione vuole costruire un modello virtuale del relitto del transatlantico sommerso da quasi un secolo

Il primo settembre del 1985 furono ritrovati nell’Atlantico i resti del Titanic, il transatlantico affondato nel 1912 nel corso del suo viaggio inaugurale da Southampton (Gran Bretagna) a New York. A venticinque anni di distanza dalla scoperta, un gruppo di ricercatori della RMS Titanic Inc. ha organizzato una nuova spedizione per studiare non solo il relitto, già oggetto di altre perlustrazioni nell’ultimo decennio, ma anche per analizzare l’enorme molte di detriti rimasti sul fondale oceanico in seguito all’affondamento dovuto alla collisione con un iceberg.

Il 25 agosto, il vascello con ricercatori e strumentazioni a bordo è arrivato in prossimità del luogo dell’affondamento. Dopo una breve cerimonia in ricordo delle 1.500 vittime dell’incidente, raccontato in decine di film e documentari in quasi un secolo di storia, i tecnici si sono messi al lavoro per preparare i due piccoli sottomarini automatici (ROV) per la perlustrazione del fondale. Nella mattina del 26 agosto Mary Ann, uno dei due ROV, ha raggiunto il sito del relitto a quattro chilometri di profondità e ha iniziato le prime ricognizioni. Nei giorni seguenti, compatibilmente alle condizioni meteo complicate dal passaggio dell’uragano Danielle, il secondo ROV Ginger è stato calato in mare per perlustrare il fondale insieme all’altro sottomarino automatico.

I due dispositivi sono dotati di fotocamere e telecamere e hanno realizzato migliaia di fotografie e alcuni video anche in tre dimensioni. A bordo dei due sottomarini ci sono anche alcuni sonar e altre apparecchiature per rilevare la presenza di oggetti e detriti sul fondale, in un’area ampia quasi quindici chilometri quadrati. Quando il Titanic affondò si spezzò in due parti: tutto ciò che conteneva il transatlantico, dai bagagli agli arredi, sprofondò nelle acque depositandosi sul fondo dell’Atlantico. La spedizione vuole perlustrare l’intera zona così da avere una mappa precisa del sito in cui giace il Titanic per le future esplorazioni e il recupero di parte degli oggetti là sotto da quasi un secolo.

Dopo una lunga battaglia legale, la RMS Titanic Inc. ha ottenuto di fatto la proprietà del relitto e può dunque procedere con le operazioni di recupero, ma secondo i detrattori la raccolta degli oggetti affondanti con l’imbarcazione equivale a violare un luogo in cui hanno trovato la morte centinaia di persone. Inoltre, le spedizioni rischiano di aumentare il deterioramento del relitto, che potrebbe così andare perduto.

Nonostante le critiche, spiegano su Time, occorre comunque ammettere che le spedizioni condotte dal momento della scoperta della nave hanno consentito di comprendere meglio le cause del suo affondamento. L’acqua entrò a causa di alcuni fori nello scafo larghi circa 30 centimetri e non a causa di un unico squarcio come si era inizialmente ipotizzato.

La spedizione in corso sta comunque cercando di raccogliere quanti più dati e informazioni possibili sul Titanic, che secondo alcuni esperti potrebbe non esistere più entro 50 anni. Riportare in superficie il relitto appare altamente improbabile: smuovendolo dal fondale si sgretolerebbe rapidamente. L’opzione più plausibile rimane dunque l’utilizzo delle speciali telecamere, anche per il 3D, e dei rilevatori di posizione per realizzare un modello virtuale in tre dimensioni del relitto.
https://www.youtube.com/watch?v=0WkvDswV40c