Giudice americano blocca la ricerca sulle staminali

Il governo sta esaminando la sentenza, ma non è chiaro quali possano essere le conseguenze

Obama aveva esteso la ricerca l'anno scorso, dando nuove linee guida criticate dalle associazioni cristiane

Una corte federale americana ha bloccato in via temporanea la ricerca sulle cellule staminali, ampliata e incrementata dall’amministrazione Obama l’anno scorso. La causa, secondo il giudice Royce C. Lamberth che ha ordinato la sentenza, sarebbe il rischio dell’uccisione di embrioni umani sovvenzionata da soldi federali. Il New York Times riporta il commento di George Q. Daley, direttore del programma di ricerca sulle cellule staminali del Children’s Hospital di Boston, scioccato dalla decisione:

«Ora devo dire a tutti nel mio laboratorio che quando dovranno nutrire le cellule domattina, dovranno usare qualcosa che non è sovvenzionato dal governo federale. Questa decisione porta all’immediata interruzione del lavoro di decine di laboratori che fanno questo lavoro da quando l’amministrazione Obama ha dato l’ordine iniziale.»

Secondo il giudice, sarebbe “insignificante” la distinzione che il governo ha tracciato tra il lavoro che porta alla distruzione degli embrioni — che non può essere finanziata con soldi pubblici — e il lavoro sulle cellule staminali create attraverso embrioni morti. Non è ancora chiaro quali possano essere le conseguenze  della decisione del giudice, che potrebbe addirittura rendere illegale tutto il lavoro sulle cellule staminali svolto finora, compreso quello portato avanti durante gli anni dell’amministrazione di George W. Bush, sotto una politica molto più restrittiva rispetto a quella di Obama.

Tracy Schmaler, una portavoce del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, ha dichiarato che il governo sta esaminando la sentenza. La decisione del giudice ha il sostegno di diversi gruppi cristiani, come l’associazione no profit Nightlight Christian Adoptions, preoccupata che le nuove linee del governo Obama possano ridurre il numero degli embrioni disponibili per l’adozione.

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