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  • martedì 24 Agosto 2010

Cosa sta succedendo in Somalia

Più di 70 morti negli attentati a Mogadiscio: cos'è al-Shabaab e perché sta attaccando proprio ora

di Giovanni Fontana

Aggiornamento del 25 agosto
Il bilancio dei morti dell’attentato all’hotel Muna è salito a 35, di cui otto parlamentari somali. A questi si aggiungono le oltre 40 vittime degli altri attacchi.

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Le milizie islamiste di al-Shabaab hanno attaccato un hotel della capitale somala dove alloggiavano, fra gli altri, sei membri del parlamento che sono rimasti uccisi nell’assalto assieme a 26 civili. L’attacco segue altre violenze perpetrate dalla giornata di ieri dal gruppo terrorista, che hanno causato la morte di almeno quaranta civili nel Paese.

Al-Shabaab, la versione somala dell’estremismo islamico legato ad al Qaida, è un’organizzazione che faceva parte dell’Unione delle Corti Islamiche, sigla che assunse una discreta popolarità in Somalia quando l’esercito etiope invase il Paese. Nel 2009 gli etiopi si ritirarono, e le diverse fazioni delle corti islamiche cominciarono a lottare fra loro per la spartizione del potere: al-Shabaab combatte per l’affermazione di una linea fondamentalista contro il governo centrale del più moderato Sharif Ahmed, ex-capo delle Unione delle Corti Islamiche. Nei territori controllati gli islamisti impongono la più ferrea applicazione della Shari’a con lapidazioni, amputazioni, omicidi e divieti grotteschi come quello di guardare i Mondiali di calcio in TV.

L’Unione Africana, in accordo con le Nazioni Unite, ha deciso di inviare il corpo di pace dell’AMISOM – composto fino a pochi giorni fa da 6 mila uomini – per garantire la stabilità del governo in carica, e rintuzzare le offensive degli islamisti. Da quel momento al-Shabaab ha cominciato a colpire anche fuori dal territorio somalo, in particolare con il sanguinoso attentato in Uganda dell’11 luglio scorso che causò la morte di 76 persone. L’Uganda è, assieme al Burundi, il Paese che è maggiormente impegnato nella forza di pace, e lo scorso mese ha annunciato l’invio di altri 1200 uomini che andranno ad affiancare le truppe già presenti sul territorio somalo.

I militari ugandesi sono cominciati ad arrivare venerdì, e ieri al-Shabaab ha dichiarato – attraverso un suo esponente – una “massiccia guerra agli invasori”, identificati, appunto, nel corpo di pace ugandese. Nelle ultime 48 ore i miliziani hanno lanciato un’offensiva su Mogadiscio che ha lasciato sul campo numerosi morti civili, coinvolti negli scontri fra miliziani e forze di sicurezza dell’AMISOM. L’assalto all’hotel Muna, eseguito da due attentatori di cui un terrorista suicida, è l’ultima di queste azioni, e ha fatto registrare la morte di 32 persone, fra cui sei deputati somali. Un portavoce di al-Shabaab ha parlato dell’azione come di un attacco contro a “coloro che aiutano gli infedeli”.

In questo momento il conto complessivo delle vittime dell’offensiva terroristica supera i 70 morti, ma è probabile che l’offensiva degli estremisti islamici si protragga anche nelle prossime ore.