• Mondo
  • mercoledì 11 agosto 2010

Gli incendi nelle aree radioattive preoccupano Greenpeace

L'associazione ambientalista ha ricordato il rischio che residui del disastro di Cernobyl possano diffondersi nell'area a causa delle fiamme

La sezione russa di Greenpeace ha parlato del rischio che piccole quantità di materiale radioattivo possano essersi diffuse nell’atmosfera a causa della fitta serie di incendi scoppiata in Russia nelle scorse settimane.

Le aree in cui ci sarebbe un pericolo di contaminazione sono quelle che subirono i maggiori danni nel disastro di Chernobyl di ventiquattro anni fa: negli ultimi giorni sono stati segnalati diversi incendi che avrebbero colpito le stesse zone. La preoccupazione espressa dall’associazione ambientalista è che le tracce radioattive tutt’ora presenti in superficie possano essere rilasciate dal calore delle fiamme e che, attraverso il fumo, possano diffondersi nell’aria, venendo poi trascinate dal vento.

La notizia – riportata dal New York Times – ha avuto risposte contraddittorie dalle autorità russe che hanno prima messo in guardia dallo stesso pericolo, negandone poi la reale consistenza: «tutto è a posto» ha detto un alto ufficiale nel campo medico. Naturalmente i rischi per le popolazioni non sarebbero lontanamente paragonabili a quelli occorsi a seguito dell’esplosione del reattore nucleare di Chernobyl, ma il pericolo che l’esposizione prolungata a forti fonti di calore possa contribuire a spargere residui radioattivi è scientificamente concreto.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.