Gli Stati Uniti chiudono nove siti di streaming illegali

Gli Stati Uniti chiudono alcuni dei siti più popolari per guardare film in prima visione

L’industria dei media americana sta combattendo da anni una battaglia contro la pirateria online

La lotta per la difesa della proprietà intellettuale negli Stati Uniti ha sferrato un duro colpo all’industria della pirateria. Ieri le autorità federali hanno confiscato i domini di nove popolari siti che permettevano agli utenti di guardare gratis film in prima visione, tra cui Toy Story 3.

A differenza di altre operazioni, in questo caso non si è trattato di un attacco contro siti che permettono download ma contro siti che consentivano agli utenti di guardare film gratis in streaming e che si sostenevano vendendo pubblicità. Un modello di business già usato legittimamente dal sito Hulu.com, ma che in questo caso non era supportato da nessuna licenza.

Per evidenziare la portata del traffico generato da questi siti, le autorità hanno dichiarato che solo il 15 giugno 37.000 persone hanno guardato Sex and the city 2 su TvShack.net. Gli altri siti bloccati sono Movies-Links.tv, Filespump.com, ZML.com, Now-Movies.com, ThePirateCity.org, PlanetMoviez.com, NinjaVideo.net and NinjaThis.net.

I siti avevano registrato i loro domini attraverso dei servizi di registrazione americani e per questo le autorità sono riuscite a intercettarli. Alcuni erano ospitati da server negli Stati Uniti (Colorado, Florida e Illinois), altri in Germania, Paesi Bassi, Gran Bretagna e Repubblica Ceca. I visitatori saranno reindirizzati a una pagina che li avverte della chiusura da parte del governo.

John Morton, capo della ICE (Immigration and Customs Enforcement), ha spiegato al Wall Street Journal che la pirateria è un pericolo reale per l’economia americana, dal momento che l’industria di Hollywood impiega oltre due milioni e mezzo di lavoratori negli Stati Uniti. Un pericolo che si capiva chiaramente anche dal messaggio che TvShack usava sul suo sito per difendersi dalle accuse degli utenti che si lamentavano per la lentezza dei download:

“Per favore cercate di non dimenticare che state guardando video gratis invece di spendere 20 o più dollari al cinema”

L’industria dei media americani sta combattendo da anni una battaglia contro il file-sharing e la pirateria online. Recentemente i produttori di “The Hurt Locker”, vincitore di vari premi Oscar quest’anno, hanno fatto causa a cinquemila persone che lo avevano scaricato grazie a BitTorrent. La ICE invece ha dichiarato che per il momento non pensa di perseguire legalmente i singoli individui ma solo le aziende dei siti pirati. Pochi giorni fa il governo americano aveva annunciato nuove misure contro la pirateria online, decidendo di dedicare cinquanta agenti FBI esclusivamente al monitoraggio delle infrazioni di copyright che si verificano in rete.