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  • domenica 13 Giugno 2010

Kirghizistan, la situazione peggiora

77 morti e oltre 1000 feriti a Osh e Jalalabad, a causa dello scontro civile tra kirghisi e uzbeki

Via libera all'esercito di sparare per uccidere, mentre la Russia rifiuta di dare il suo aiuto

77 morti e oltre un migliaio di feriti nelle due città principali del Kirghizistan, Osh e Jalalabad, entrambe in stato di emergenza. Come riporta Reuters, gli scontri sono iniziati venerdì notte e stanno continuando tutt’ora. Bande di kirghisi e bande di uzbeki — l’altro gruppo etnico con maggior presenza nella nazione — si stanno affrontando con pistole, molotov e sbarre di metallo. Ieri il governo ha dato il via libera all’esercito di sparare per uccidere. A Osh sono stati saltati gas ed elettricità e, come dichiarato dal presidente a interim Roza Otunbayeva, c’è il forte rischio che anche le scorte di cibo finiscano.

“Sta bruciando tutto: case uzbeke, ristoranti e caffè. Tutta la città è coperta di fumo”, ha detto Dilmurad Ishanov, uzbeko, che lavora per un’associazione locale per i diritti umani. “Non abbiamo bisogno delle autorità kirghise. Abbiamo bisogno della Russia. Abbiamo bisogno di soldati. Abbiamo bisogno di aiuto.”

Il Kirghizistan ha chiesto l’aiuto della Russia, che però si è per ora rifiutata di entrare nel conflitto. La portavoce del presidente Medvedev ha dichiarato che si tratta di un conflitto interno al Kirghizistan, e per questo il governo russo non vede le condizioni per prenderne parte.

Questi scontri arrivano a poco più di due mesi dalla rivolta contro le forze governative, che il 15 aprile scorso ha portato alla fuga dell’ex presidente Kurmanbek Bakiyev e alla creazione di un governo a interim. La rivolta, che ha portato alla morte di almeno 75 persone, era nata per combattere la corruzione e il costo della vita sempre più alta. Da allora, la situazione non è mai tornata del tutto alla calma, e si temeva che la tensione potesse sfociare in una guerra civile.

Kirghisi e Uzbeki sono in conflitto ormai da vent’anni. I kirghisi costituiscono il 65% della popolazione, a fronte del 22% russo e 13% uzbeko. L’area in cui è situata la città di Osh — la valle di Fergana — è la più problematica della nazione, e il numero degli abitanti uzbeki è più alto. Dopo la frammentazione dell’URSS, nel 1990 gli scontri tra kirghisi e uzbeki per la ridistribuzione di terre e case portarono a 200 morti. Il presidente Otunbayeva ha accusato i supporter dell’ex presidente Bakiyev di aver acceso il conflitto nel tentativo di disturbare il referendum, in programma il 27 giugno, per cambiare la costituzione.

Come scrive BBC News, centinaia di kirghisi stanno cercando di lasciare il paese attraverso il confine con l’Uzbekistan, che il governo ha aperto a fronte dello stato d’emergenza. Rappresentanti dell’ONU stanno invece arrivando nella regione.