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  • domenica 13 Giugno 2010

All’improvviso uno sconosciuto

Alvin Greene ha vinto le primarie democratiche per il senato in South Carolina senza una campagna elettorale

La stampa americana fa due ipotesi: o hanno organizzato tutto i repubblicani, o gli elettori l'hanno votato perché era il primo sulla scheda

Nessuno sapeva chi fosse Alvin Green. O almeno nessuno lo sapeva fino a martedì scorso, quando ha vinto le primarie democratiche per il senato in South Carolina.

Zero finanziamenti per la campagna, nessun simbolo elettorale e nessun sito internet. Trentadue anni, ex militare, disoccupato da nove mesi e residente nella casa dei genitori, Greene ha battuto con il 59% dei voti il suo favoritissimo avversario, il democratico 64enne Vic Rawl, ex-giudice, ex-parlamentare di stato, che aveva speso 186.000 dollari per la sua massiccia campagna elettorale.

“Non l’ho mai visto. Non l’ho nemmeno mai incontrato”, ha detto Raw, definendo un mistero la vittoria di Greene. La presidente dei democratici del South Carolina, Carol Fowler, ha invece dichiarato che “Per quello che ne so, non si è mai fatto vedere da nessuna parte, al contrario di Vic Rawl, che da quando si è candidato ha fatto campagna elettorale ovunque”.

Ora, Greene dovrà vedersela con il senatore repubblicano Jim DeMint alle elezioni di novembre per il posto di senatore del South Carolina. Jim DeMint è un repubblicano ultraconservatore, apprezzatissimo dai tea party, e non avrà difficoltà a battere lo sconosciuto candidato democratico. Greene però non si dà per vinto e, nonostante tutto, afferma di non essere sopreso dalla vittoria. Più o meno.

“Non ero sorpreso, non veramente. Voglio dire, magari un po’ sì, ma non tanto. Sapevo che ero in vantaggio, e ci sono rimasto. Giusto… non ero tanto sorpreso, solo un po’. Ho lavorato duro e ce l’ho fatta”, ha detto Greene.

Il democratico ha poi affermato di aver pagato di tasca sua i 10.000 dollari della presentazione della candidatura, e le altre spese per la campagna. Che, stando a quanto dice, lo avrebbe portato in giro per tutto lo stato. Alla domanda su quali siano le città e i luoghi in cui è passato, Greene non ha però voluto rispondere. Susy Khimm su Mother Jones, nota quanto Greene sia evidentemente impreparato a parlare in pubblico, lasciando trasparire ansia e incertezza nelle sue interviste — come quella che trovate in fondo all’articolo.

Se tutto questo suona strano, non è finita qui. Come riporta Associated Press, Alvin Greene è stato infatti in passato condannato per aver mostrato materiale pornografico a una studentessa universitaria, e aver discusso con lei della possibilità di entrare di nascosto nella camera del suo dormitorio. Greene ora è sotto processo, e rischia un massimo di cinque anni di prigione. Non il migliore dei curriculum per un aspirante senatore.

A questo punto, le ragioni della vittoria potrebbero essere due, una più incredibile dell’altra:

a) che, come stanno insinuando diversi quotidiani locali, dietro la vittoria di Greene ci siano i repubblicani. Avrebbero mobilitato il proprio elettorato per votare il candidato più debole tra quelli in lista, in modo da permettere una vittoria facile al candidato repubblicano alle elezioni di novembre. Seguendo questa ipotesi, ci sarebbe anche la possibilità che Greene sia stato contattato dai repubblicani che lo avrebbero convinto a candidarsi, per usarlo come pedina. Greene ha ovviamente negato la possibilità, affermando che la candidatura è stata una sua scelta.

b) che, come scrive Ezra Klein sul Washington Post citando il blog The Monkey Cage, abbia vinto perché il suo nome inizia con la A. O, meglio, perché nella scheda elettorale il suo nome veniva prima di quello di Vic Rawl, e questo potrebbe aver portato i cittadini — andati ai seggi da ignoranti, senza sapere chi fossero i candidati — a votarlo per la precedenza alfabetica. Che un fenomeno del genere possa spostare così tanti voti sembra assurdo, ma anche la presidente dei democratici del South Carolina la pensa allo stesso modo.

Il partito, certo della sua sconfitta a novembre, ha chiamato Greene per chiedergli di ritirare la sua candidatura. Ha rifiutato.

“La gente ha parlato. Dobbiamo essere pro-South Carolina, non anti-Greene.”

Aggiornamento: il New York Times riferisce che un membro dello staff di Obama ha dichiarato che Greene potrebbe non essere un candidato legittimo.