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  • giovedì 10 Giugno 2010

Olanda, un parlamento bloccato che va a destra

90% dei voti scrutinati: 31 seggi ai liberali, 30 ai laburisti e 24 alla destra xenofoba di Wilders

Si prospettano lunghe discussioni tra i leader per la formazione di un parlamento

I risultati saranno ufficializzati solo il 15 giugno, dopo la conta del voto degli olandesi all’estero ma, come scrive la BBC, al 90% dei voti scrutinati sembra delinearsi un risultato che renderà complessa la creazione di un governo. Con ogni probabilità il compito ricadrà sulle spalle di Mark Rutte, il leader del partito liberale di centro (VVD). A lui toccherà risanare l’economia olandese, il problema più grave e imminente del paese, su cui si è concentrata la campagna elettorale negli ultimi mesi.

Le elezioni saranno assegnate solo per un piccolo scarto di voti: i liberali hanno ottenuto 31 seggi, uno in più dei laburisti, che ne hanno persi tre rispetto ai 33 che avevano guadagnato alle scorse elezioni. Il grande vincitore è però stato Geert Wilders, il leader del Partito per la Libertà, anti-islamico e anti-immigrazione, che con 24 seggi ha stabilito il miglior risultato della sua storia. L’ex-premier Peter Balkenende si è invece dimesso da leader del partito democratico di centro, dopo aver perso 20 seggi dalle scorse elezioni ottenendone solo 21, un minimo storico.

Ora i leader dei partiti dovranno iniziare a dialogare per la formazione di una coalizione che veda insieme almeno tre partiti, necessaria per poter governare. In campagna elettorale, Rutte ha promesso che, in caso avesse vinto, avrebbe formato un governo entro il primo luglio. Se l’alleanza con il partito democratico di centro è prevedibile e non dovrebbe portare eccessivi problemi al leader liberale, potrebbe invece essere Wilders, il leader di estrema destra, a destabilizzare il governo. Con i suoi 24 seggi e una politica in parte vicina a quella dei liberali, è molto probabile che il Partito per la Libertà possa entrare nella coalizione. La cosa presenterebbe ovviamente diversi rischi. Come scriveva l’Economist, l’Olanda sta per affrontare un periodo durissimo, fatto di tagli alla spesa pubblica e decisioni impopolari, e nessuno può immaginare quale sarà il ruolo del partito di Wilders, populista e composto quasi per intero da politici inesperti.