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  • mercoledì 9 Giugno 2010

Il nuovo presidente del Brasile sarà una donna?

Dilma Rousseff avanza nei sondaggi e raggiunge il suo avversario Jose Serra al 37%

Parla di lotta all'inflazione e di politiche economiche aperte, ma in molti la considerano troppo di sinistra

Il 3 ottobre in Brasile si vota per eleggere il presidente della Repubblica. Il presidente in carica dal 2002 Inàcio Lula da Silva è al suo secondo mandato e non potrà essere rieletto. Come suo successore ha già indicato da tempo Dilma Rousseff, esponente del suo stesso partito (Partito dei Lavoratori) ed ex capo del suo gabinetto. E ora, dopo una partenza a rilento, la ex guerrigliera della Vanguarda Armada Revolucionária Palmares sta salendo di popolarità e secondo gli ultimi sondaggi Ibope (Instituto Brasileño de Opinión Pública y Estadística) avrebbe addirittura raggiunto al 37% il suo diretto avversario Jose Serra (Partito della Social Democrazia Brasiliana), ex governatore di San Paolo.

Secondo il Wall Street Journal, anche se in Brasile la campagna elettorale vera inizierà solo dopo la fine dei mondiali di calcio, Dilma Rousseff potrebbe avere segnato l’inizio di una rimonta importante:

Una spiegazione del suo crescente consenso si può trovare nelle previsioni economiche che stimano una crescita del 6% per il 2010, insieme alla decisione del governo di Lula di estendere i contributi alle famiglie più povere. Secondo i sondaggi Ibope, la Rousseff ha 11 punti di vantaggio su Serra nell’elettorato più povero.

Un altro vantaggio che la Rousseff sta sfruttando è la popolarità del presidente Lula, che aveva sconfitto Serra nel 2002. Nonostante la legge elettorale brasiliana lo vieti espressamente, il Presidente si fa vedere spesso insieme alla Rousseff durante le sue uscite pubbliche e ha addirittura girato un breve documentario per supportare la sua candidatura.

Nel frattempo la Rousseff sta lavorando sodo per convincere anche l’elettorato più conservatore a non giudicarla una candidata estremista. Figlia di un esule, poeta e militante comunista bulgaro, durante gli anni della dittatura militare in Brasile si è unita alla resistenza dandosi alla macchia e diventando una guerrigliera della Vanguarda Armada Revolucionária Palmares. Catturata dai militari, è stata anche imprigionata e torturata. Ora parla di lotta all’inflazione e di politiche economiche aperte, ma secondo il Wall Street Journal in molti temono che la sua eventuale vittoria sposti l’asse del paese troppo a sinistra. Il Brasile ha anche un’altra candidata donna alle prossime elezioni presidenziali: l’ambientalista Marina Silva, che i sondaggi però al momento danno solo al 10%.