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  • venerdì 4 Giugno 2010

Torna il caso Karachi-Balladur e si avvicina a Sarkozy

Sarkozy avrebbe creato una società offshore per gestire il transito di fondi destinati al finanziamento illecito della campagna di Balladur

Secondo un'inchiesta, a quel giro di corruzione fu legato anche l'attentato di Karachi del 2002 in cui morirono 14 persone

Un rapporto della Polizia del Lussemburgo indicherebbe Nikolas Sarkozy come l’architetto  di un’operazione finalizzata al finanziamento illecito della campagna presidenziale di Balladur nel 1994.
La questione è stata sollevata due giorni fa dal giornale online Mediapart, e ripresa da tutti i quotidiani nazionali che però si mostrano cauti nel rilanciare la notizia.

L’allora ministro della Difesa Léotard firmò nel 1994 un accordo per la vendita di tre sottomarini al Pakistan per un totale di circa 140 milioni di euro. Le commissioni per gli intermediari pakistani e francesi, che come ricorda Liberation erano considerate al tempo una controparte finanziaria legale per le persone che favorivano contratti di questo tipo, vennero fissate a circa il 10% del totale (14 milioni di euro circa).

La responsabilità nella vicenda di Sarkozy (allora ministro del Bilancio), risiederebbe nella creazione di una società offshore, la Heine, che la Direzione delle Costruzioni Navali (Dcn) di servizio in Pakistan avrebbe utilizzato per il transito delle commissioni. Una parte dei fondi, passati per il Lussemburgo e rientrati illegalmente in Francia, sarebbe stata utilizzata come finanziamento della campagna di Balladur nel 1995.

C’è poi una seconda questione: lo stop a questo genere di transazioni deciso nel 1996 da Chirac, per mettere fine al sistema illegale delle tangenti versate a margine dei contratti d’armamento. E  quindi il conseguente mancato pagamento delle commissioni ad alcuni dignitari e militari pakistani potrebbe essere stata la causa scatenante dell’attentato di Karachi del 2002 in cui morirono 14 persone, su cui ancora non si è giunti ad una ricostruzione definitiva.
Se originariamente si era seguita la pista islamica, in un secondo momento i giudici antiterrorismo che indagavano sull’attentato non esclusero che l’attacco potesse essere la vendetta per un pagamento non avvenuto: questa versione è tornata ad essere accreditata di recente dopo la pubblicazione sui giornali di alcuni documenti del tempo.

Come ricorda anche Le Monde, il rapporto della Polizia lussemburghese non riporta nomi né prove dirette a carico del presidente, ma per i parenti delle vittime dell’attentato di Karachi mostra che Sarkozy è coinvolto nella corruzione e ha mentito alle famiglie:

“non è una favoletta (così Sarkozy aveva definito nel 2009, quando era emerso un primo caso di finanziamenti illeciti a Balladur, i sospetti su un suo ruolo attivo nella vicenda) ma una menzogna di Stato”.

Nelle risposte ufficiali, secondo Mediapart, si avverte l’intenzione di minimizzare la questione. Il segretario generale dell’Eliseo Claude Guéant denuncia a Le Monde “ricostruzioni fantasiose” a proposito delle commissioni versate in Lussemburgo.

“La Polizia del Lussemburgo è lontanta dall’essere categorica. Non c’è ancora un’inchiesta, sono solo supposizioni, illazioni. Bisogna essere rigorosi, non è che del denaro che si sposta arriva per forza a Balladur.”

e aggiunge:

“I contratti comunque furono firmati prima che Sarkozy diventasse ministro.”

I socialisti ed il Fronte Nazionale di Le Pen, però, chiedono chiarezza sul caso e le dimissioni del presidente, qualora venisse verificato il suo coinvolgimento nelle transazioni.

Sarkozy, già uscito indenne dall’affaire Clearstream, ribadisce la propria innocenza. Si vedrà in questi giorni se il caso perderà rilevanza, come vorrebbero il presidente ed il suo entourage, o si trasformerà in un Clearstream 2, come ipotizza Poniatowski, deputato UMP e presidente della commissione per gli affari esteri.

È certo però che la rivelazione delle sue presunte responsabilità negli spostamenti illegali dei fondi potrebbe danneggiare significativamente Sarkozy, già impegnato nella campagna per le presidenziali del 2010.