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  • mercoledì 19 maggio 2010

Lezioni di “sputtanamento” giornalistico

Il direttore del Giornale "basito" da Bruno Vespa, gli chiede di scusarsi per Garlasco

A Porta a Porta, Nicola Porro del Giornale era stato messo sotto accusa per la pubblicazione della lista Anemone

L’aggressione di Bruno Vespa al vicedirettore del Giornale Nicola Porro dell’altra sera (i vicedirettori del Giornale vengono assai maltrattati in tv, ultimamente) ha irritato il direttore, che stamattina apre il suo editoriale in prima pagina premettendo che “mi considero amico di Bruno Vespa e ho per lui stima professionale”. Ma poi procede a dichiararsi “basito” per “l’intemerata contro il Giornale”, accusato di aver “agito scorrettamente pubblicando le liste con i nomi e gli indirizzi delle persone cui Anemone avrebbe fornito servizi di riparazione e ristrutturazione immobiliare”.

Per Feltri, Vespa “ha fatto di tutto per non capire il discorso del vicedirettore”, e l’articolo elenca ben sei argomenti che Vespa ha “ignorato o fatto finta di ignorare” nell’attaccare il Giornale. E poi si dimentica della iniziale “stima professionale” e con queste parole rimanda le accuse di “sputtanare” le persone al mittente, facendo capire che Vespa si preoccuperebbe più delle celebrities della lista Anemome che delle persone qualunque:

Infine una considerazione utile a far comprendere a Vespa di essere sprovvisto di titoli per impartire a noi lezioni di giornalismo. Lui è andato avanti un paio d’anni ad organizzare trasmissioni sul delitto Garlasco, invitando ospiti in maggioranzia convinti della colpevolezza di Alberto Stasi e, quindi, inclini a dipingere questi come l’«assassino dagli occhi di ghiaccio». Sicché il giovanotto è stato sputtanato dalle Alpi alla Sicilia, per limitarci all’Italia.
Ebbene, Stasi è stato assolto in primo grado e forse meriterebbe le scuse di Vespa. Non si rovina la reputazione di un ragazzo prima ancora del processo, specialmente se innocente.

Vespa ha notato una pagliuzza inesistente nei nostri occhi e ha trascurato la trave nei suoi.
Comodo prendersela con un giovanotto alla mercé della Giustizia. Meno comdo prendersela con i potenti: meglio stare dalla loro parte.

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